Viaggio nel tempo: due passi nell’era dei Faraoni

La nostra storia con l’Egitto nasce tre anni fa: è un Paese che condivide una discreta quantità di confine con Saudi ed è stato tra i primissimi ad entrare nella nostra lista delle destinazioni di viaggio perfette da scoprire in un weekend. Il primo tentativo di ingresso nel Nord Africa è saltato per un viaggio di lavoro, il secondo per una coincidenza sfortunata, mentre il terzo tardava ad arrivare per un calare della convinzione nella bontà della destinazione.

La sfiducia nelle potenzialità dell’Egitto ci è cresciuta nei mesi per colpa dei racconti di vari amici che, tentati dalle sole 3 ore di volo e dai prezzi bassi, si sono lasciati affascinare da una meta che poi, irrimediabilmente, li ha delusi. Sporcizia, traffico pazzo, trappole per turisti ad ogni angolo: se ci aggiungiamo una situazione politica instabile e dei rapporti diplomatici con l’Italia molto logorati ecco trovato l’arcano. Meglio andare altrove.

Viaggiando spesso, però, questo “altrove” si è andato esaurendo ed i Paesi ad un tiro di schioppo da Saudi sono quasi finiti, restano solo quelli che sono letteralmente AD UN TIRO DI SCHIOPPO (o di granata): Siria, Iraq, Yemen, Iran (quest’ultimo non così scoppiettante ma purtroppo difficile per via dei rapporti col Paese che ci ospita). Egitto o Siria? La risposta è bella e fatta: nessuna compagnia aerea vola più su Damasco, quindi Il Cairo sia!

fullsizeoutput_246eNella nostra quotidianità incontriamo molti Egiziani: costituiscono quella forza lavoro che qui in Arabia ricopre posizioni di discreto livello, negozianti, commessi, ma anche manager, molti arrivano da oltre mare (Rosso). Poco prima di prendere il volo Dammam – Il Cairo, gironzolando per un negozio a caso (leggasi: l’IKEA), ci ha fermati un ragazzo che ha riconosciuto la nostra parlata italica: era egiziano, da poco arrivato in Saudi, e in precedenza aveva lavorato nel suo Paese nel settore del turismo. “C’erano tanti Italiani in vacanza fino a qualche anno fa!”. Ma le cose sono cambiate, la Primavera araba, gli attentati, le manifestazioni: i tempi d’oro di Sharm El Sheik sono finiti.

I rapporti con Saudi, invece, sono più stretti che mai. L’Arabia ha comprato il debito pubblico egiziano che quindi, inevitabilmente, ne è diventato uno dei principali alleati. Gli egiziani che abbiamo incontrato nel nostro viaggio giurano che ci siano molti turisti Sauditi nel loro Paese ma dobbiamo ammettere che noi, per i pochi giorni spesi al Cairo, di grandi velate e tovagliati vari non ne abbiamo visti molti, ma forse abbiamo bazzicato luoghi troppo culturali e, quindi, ben fuori dagli itinerari dei nostri habibi vicini di casa.

fullsizeoutput_2420I due Paesi condivideranno pure lingua e (spesso) religione, ma sulla storia nessuno batte il Faraone. Dall’alto dei nostri 2000 anni di storia, deridiamo spesso gli Americani con i loro edifici antichi di 200 anni, ma qui ci siamo proprio sentiti dei dilettanti. Camminare tra le rovine delle piramidi di Cheope ti trascina in un viaggio temporale all’epoca di un popolo che era, senza alcun dubbio, alieno. Le piramidi stesse, costruite oltre 4000 anni fa – 4000 anni fa, 4000 ANNI FA?! – sono un capolavoro di ingegneria e architettura uniche nel loro genere: si trovano in una zona a rischio sismico e, ogni qual volta la terra trema, i cairoti si rifugiano sulle scalinate di questi edifici mastodontici che, seppur millenari, sono più affidabili delle strutture moderne.

IMG_1962Vogliamo parlare dei papiri, la carta degli antichi? Un processo tanto semplice quanto affascinante. I geroglifici? Le emoticon degli egizi. I tesori dei Faraoni? Una collezione di inestimabile valore, sia per i materiali usati che per la testimonianza che danno della vita ai quei tempi. Non molto diversa dalla nostra. Insomma: li abbiamo studiati tutti a scuola, anche con un po’ di noia, ma vedere con i propri occhi lo splendore e l’ingegno di questo popolo ha dell’incredibile. Fino a qualche anno fa, ci hanno raccontato che capitava spesso di vedere scolaresche italiane in gita in Egitto, magari per una bella crociera sul Nilo: insegnanti d’Italia, ripensateci e tornate! Non ve ne pentirete – si mangia pure un kebab da far resuscitare le mummie!

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Il museo egizio, in piazza Tahrir

Sporcizia, traffico pazzo, trappole per turisti ad ogni angolo: era tutto vero. Ma i nostri amici si sono dimenticati di raccontarci della grandezza di un popolo antichissimo, della magnificenza di piazza Tahrir – che significa piazza della liberazione, e mai nome fu più azzeccato, della magia di una cena sul Nilo, con la brezza tra i capelli, la vista mozzafiato e una vecchia amica da ritrovare.

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5 pensieri su “Viaggio nel tempo: due passi nell’era dei Faraoni

    1. Valentina

      Il cibo ci è piaciuto, ma bene o male la cucina di Nord Africa – Medio Oriente è quella che la fa da padrone in Saudi e troviamo ad ogni angolo. In questo caso abbiamo preferito non addentrarci troppo per evitare di star male 😉 il piccione ci manca però!

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