Donne e motori, mai più restrizioni

volkswagen

La notizia e’ giunta ovunque: il Re Salman ha deciso che finalmente anche in Arabia Saudita le donne potranno guidare. Il tempo tecnico di preparare autoscuole femminili, polizze assicurative per donne col velo e auto dai colori sgargianti e ci siamo. Si dice giugno, anche se notizie discordanti parlano che chi ha la patente in altri paesi del Golfo potrà guidare già entro un mese, il tempo del decreto attuativo. In un mondo in cui niente funziona in orario, ritardi e slittamenti sono all’ordine del giorno, quindi non sorprendiamoci se la partenza sara’ piu’ lenta del previsto.

L’attesa ricorda l’uscita del nuovo iPhone X: entusiasmo ed eccitazione si sono propagati a macchia d’olio in giro per il Regno ed anche noi siamo pronti. E’ nata una competizione nel gruppo degli expat su chi sara’ la prima donna a guidare, e Valentina sa che puo’ contare su una belva della burocrazia come il sottoscritto, che in meno di dieci giorni dal suo arrivo in Saudi nel 2013 aveva gia’ ottenuto tutti i documenti per andare in Bahrain a mangiare la pancetta.

Smaltita l’eccitazione della notizia, la convinzione e’ che il diavolo sarà nei dettagli: c’è chi dice che verrà imposto un limite di età relativamente elevato (30 anni – assai probabile, oppure 40) per evitare fughe romantiche adolescenziali; c’è chi e’ convinto che le donne non potranno guidare in autostrada; altri indicano che saranno imposti dei limiti sugli orari (solo nelle ore diurne); lo scenario peggiore sarebbe l’obbligo di avere in auto un membro della famiglia, che confermerebbe come l’annuncio in realtà sia semplicemente un sapiente tentativo mediatico di parlare di altro in un momento difficile per il paese.

Se questi limiti iniziali servono a far digerire la notizia alla parte più conservatrice della società, bisogna farseli andar bene: l’importante e’ avviare il processo, poi la consuetudine quotidiana limera’ gli altri ostacoli. Sono due i rischi che vedo più probabili: gli autisti uomini che faranno i bulli per strada, spaventando a morte le povere donne alla guida; e lo strato piu’ intransigente della società che potrebbe trovare un canale di comunicazione con i dissidenti della famiglia reale che rischia di trasformarsi in qualcosa di più grande e pericoloso.

Qualsiasi risultato finale si raggiunga, il significato sociale del gesto e’ enorme ed e’ accompagnato da implicazioni economiche forse altrettanto rilevanti. Con un solo gesto, in pratica a costo zero: 1) si riduce il numero di expat impiegati come autisti che scarrozzano le donne in giro per la penisola (1.4 milioni!) e che ogni anno spediscono milioni di dollari nei loro paesi; 2) si incentiva finalmente il lavoro delle donne, che in Arabia e’ pari al 15% della forza lavoro, 3) si da’ ossigeno all’industria dell’auto, che sta attraversando un paio di anni particolarmente gravi e che dovrà ampliare il proprio parco auto per un pubblico femminile, insieme a nuove soluzioni di finanziamento e assicurazioni del settore finanziario. La pubblicità della Volkswagen a inizio pagina anticipa un futuro brillante per i creativi pubblicitari.

Ho provato a parlare della notizia alle donne saudite che incontro in posta o al supermercato: al momento la prudenza domina sovrana e dopo l’annuncio vogliono vedere i fatti.

Nel frattempo, tutti in attesa: la coda di quest’anno non sarà soltanto davanti all’Apple Store più vicino a casa.

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