Chart of the week: quanto si viaggia in Saudi (versione 2016)?

Risposta: sempre tanto, ma meno dell’anno scorso.

Ho aggiornato il grafico che avevo preparato lo scorso agosto con gli ultimi paesi visitati. Per il 2016, l’elenco e’ ancora incerto, dato che la programmazione del nostro viaggio in Australia (atteso per novembre) e’ funzione di tantissime variabili lavorative che potrebbero farci rivedere i piani (speriamo di no, ma ci teniamo pronti).Come sempre, la scoperta di nuovi paesi sono sempre al centro del nostro tempo libero! Quest’anno pero’, il numero totale di paesi visitati e’ sceso: non tanto per i viaggi di piacere (sempre abbondanti), quanto per il sostanziale azzeramento di viaggi di lavoro, che l’anno scorso mi avevano portato lontano da Saudi per qualche settimana. La ragione e’ facile indovinarla: con il prezzo basso del petrolio qualche spesa aziendale si deve pure tagliare!

A proposito: come e’ cambiata la situazione in Saudi con i prezzi del petrolio bassi? Nel grafico di settimana prossima cerco di mostrarne gli effetti sulla nostra spesa quotidiana.

Olimpiadi part II: il mondo in una medaglia

Seguire un evento sportivo come le Olimpiadi da espatriati ha un sapore diverso, più intenso di quello provato guardandole dall’Italia. I vicini di casa non esultano alla vittoria dell’oro nella carabina ad aria, ma per un buon motivo: non sono italiani.

gettyimages-589504384_masterIn generale, la passione sportiva di chi abita intorno a noi non è poi così spinta, come non è la mia che si accende solo in queste occasioni: amo seguire sport minori e guardare match che non sono di calcio – finalmente! Questa tendenza è poco diffusa, ma forse perché non tutti possono vantare atleti con speranza di medaglia in molte discipline. Noi obiettivamente sì. Fanno eccezione i vicini cinesi: loro vincono tutto – perfino nel romanticismo!- ma non gliene frega nulla comunque.

olympics20140207_opening-ceremony-sochi-0035-760x505Indagando tra gli amici, ci fa riflettere il ruolo estremo dell’Austria: nelle manifestazioni invernali non ce n’è per nessuno, ma oltre a sci e snowboard i vicini d’Oltralpe non se la giocano in altri sport. Medaglie ottenute fin ora: zero. Come Saudi!

1440535960-copacabana-o-bairro-mais-charmoso-do-rio-de-janeiPer i padroni di casa le cose sono un po’ diverse. Guardano i panorami inquadrati dalla tv con occhi nostalgici di chi è lontano da casa – e loro lo sono parecchio, il Brasile dista da Saudi più di quanto non faccia dall’Australia. Con loro ci contendiamo il primato nella pallavolo, ma sono anche più forti nel beach volley: non è un caso che la spiaggia più famosa al mondo sia quella di Copacabana.

I Greci le Olimpiadi le hanno inventate, ma nella modernità fanno fatica a trovare il loro spazio: sono rimasti un po’ antichi. Le nostre fonti locali ci confermano che non primeggiano più in molte discipline, ma sono forti nel sollevamento pesi. Noi abbiamo assistito alla vittoria greca di un’oro nella ginnastica artistica agli anelli, dove in passato dominava il nostro Yuri Chechi: di certo sollevava il peso di un fisico statuario, alla Fidia.

I messicani invece pare non amino gli sport di squadra, mentre quando c’è da menare le mani non si tirano indietro. Sono campioni di taekwondo e boxe: “don’t mess with Mexicans“. Ma noi spariamo e tiriamo di spada, quindi occhio anche agli Italiani!

Medalists of the Womens 1500m_236800Tra i paesi del Golfo che sono riusciti a salire sul podio, per ora stupisce il Bahrain: oro e argento in due gare d’atletica. Le atlete – ebbene, donne! – sono entrambe di origine keniota, quindi non esattamente locali, ma possiamo riconoscere alla piccola isola araba la capacità di saper scegliere bene a chi rilasciare la nazionalità.

Se non consideriamo le superpotenze, che vantano anche una popolazione numerosa, noi Italiani, dal nostro piccolo staterello nel Mediterraneo, siamo messi proprio bene: tuffi, scherma, ciclismo, tiro a segno, nuoto, judo, e tante altre ancora. Insomma, per farla breve, c’è poco da dire: forza Italia!

Le Olimpiadi viste da Saudi: fatti e curiosità

Saudi team.jpgOgni quattro anni, il mio agosto si trasforma nel mese delle olimpiadi. Tra un tuffo al mare ed una scalata in montagna, ho dei ricordi cristallini delle ultime quattro olimpiadi, vissute cercando una tv che prendesse il canale Rai dei giochi in qualche remota localita’ italiana.

A parte il fatto che le vacanze sono gia’ finite e la postazione da cui assisto ai giochi e’ in un altro continente, tutto il resto si svolge come sempre: divano allestito coi colori a tema, canali Rai tutti operativi, occhio visso al medagliere e zapping tra sport sconosciuti ma nei quali un italiano potrebbe essere a medaglia (a scelta: Judo, canottaggio, armi da fuoco varie e l’immancabile scherma).

Questa volta pero’ non tutte le mie attenzioni sono per la spedizione italiana: con la riconoscenza che si deve al paese che mi ospita, quest’anno non posso che simpatizzare anche per l’agguerritissima delegazione saudita, ben 12 atleti (di cui 5 donne, autorizzate a partecipare alle gare olimpioniche per la seconda volta dopo Londra 2012) che gareggeranno nell’atletica leggera, scherma, judo, pistola ad aria compressa e sollevamento pesi.

Non conosco bene la vera provenienza degli atleti sauditi (anche se ad una prima vista molti sembrano essere di origini egizio-libanesi), tuttavia volti e nomi sicuramente non sfigurano rispetto all’improbabile delegazione qatarina: 38 atleti, qatarini di passaporto ma dalla origini sparse nei cinque continenti. Spiccano il sospetto Li Ping al Ping-Pong (un nome, una garanzia di vittoria), il solido Žarko Marković, capitano del team di pallamano composto da 5 ex croati, due quasi siriani, un forse cubano, uno pseudo spagnolo ed un mezzo francese. Si dice la medaglia d’oro sia assicurata, cosi’ come d’oro e’ stato il loro ingaggio a sei cifre.

A proposito di medaglie, Wikipedia ci ricorda il palmares saudita: 1 argento nei 400 metri ostacoli a Sidney 2000, due bronzi nell’equitazione nel 2000 e nel 2012. Ecco, la lista finisce qua, ma le cose possono solo migliorare.

Nel frattempo, a pochi giorni dall’inizio, abbiamo gia’ i primi impietosi risultati: 32esimi (su 32) nella pistola, ritirati nel judo (si dice per evitare un incontro con l’atleta israeliana), eliminati nella scherma al primo round; tutte le speranze sono riposte nei rimanenti atleti, mentre gli eliminati si presume vorranno godersi l’allegria e spensieratezza brasiliana.

Che poi io gia’ me li immagino sulla spiaggia di Copacabana, vestiti con abiti proibiti a sorseggiare bevande proibite mentre il sole tramonta. Fuori dal podio assaporando la liberta’: ad ognuno le sue medaglie.

Il segreto del successo – coppie e misfatti

Quando siamo arrivati in Arabia nel 2013, con noi molte altre coppie sono sbarcate nel deserto, insediandosi nelle casette vicino alla nostra. Insieme a loro abbiamo ripopolato un camp mezzo vuoto, dando nuova vita alla routine della piccola città in cui viviamo.Casa ABQ

Ormai ci conosciamo quasi tutti: sembra inevitabile finire per imbattersi in chi ha avuto il nostro stesso percorso tra le dune, e forse perfino prima –  pur separati da migliaia di chilometri, ignari cittadini di Paesi lontani ma accumunati dallo stesso destino. Ho sorriso molto all’ultima uscita di shopping con degli amici brasiliani nel vederli lottare per gli acquisti “artistici”, con la mia compare – per la quale ovviamente parteggiavo – difendere a spada tratta l’indifendibile inutilità di certe scelte in uno dei negozi di crafts più forniti. Ho rivisto me stessa, e Matteo: stesse passioni, stesse obiezioni, stesso finale – si compra tutto, ma che ve lo dico a fare.

Tra le diverse coppie sopravvissute con successo alla vita in Saudi ci sono stereotipi comuni. Come anticipato, c’è chi si dedica alle attività più creative, saltando da un negozio all’altro per trovare tutti i materiali, con sudore (in tutti i sensi) e dedizione, solitamente accompagnata da un marito quadrato, che fatica a comprendere la necessità di una vernice spray per colorare i fiori fatti con i rotoli della carta igienica, ma che poi si vanta del risultato con tutti gli amici. Che moglie creativa che ho!

IMG_4143Le coppie sportive sono le più incredibili: orientati al risultato, corrono con il cane tutte le sere, giocano a rugby 3 volte a settimana, arrampicata il lunedì e il mercoledì, in barca a vela nel weekend per il campionato di regata (che puntualmente vincono), spinning intenso ogni volta che si può e, se restasse un buco libero, qualche oretta di palestra non gliela toglie nessuno. Quando viaggiano, vanno a scalare le montagne o a fare rafting nelle acque più impervie. Vi starete chiedendo: ma quando trovano il tempo di lavorare? Di giorno, dilettanti!

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C’è poi il caso, come ovunque nel Mondo, di una inversione dei ruoli: i pantaloni li porta lei, moglie filo-femminista che, pur di lavorare ed avere la sua indipendenza, fa i salti mortali – e purtroppo non può che essere così, in Saudi. Non sa cucinare, guadagna poco ma fa sembrare il lavoro del marito un hobby alla stregua del quilting –  ma che in un anno non riesce neanche a finire un sottobicchiere. Utilità marginale del marito vicina allo zero.

Chi sta attenta alle spese fino al centesimo è quella con la vita più grama: conosce i prezzi degli spinaci in tutti i supermercati nel raggio di 100 km – e non esagero. È puntigliosa perché usa tutte le verdure per le sue ricette, ne sperimenta diverse ogni giorno, spadellando e condividendo le sue creazioni con i vicini di casa. È la gioia del marito, amante del mangiar sano, soprattutto se lo cucina lei – così è sicuro di cosa ci sia nel piatto.

Tra questi stereotipi, ci sono mille altre sfumature. Chi salva gli animali, chi è dentro tutti i gruppi possibili e immaginabili, chi si divide tra Saudi e il Paese d’origine. Ognuno ha trovato il suo modo di vivere e sopravvivere nel deserto.