Miti da sfatare sulla vita dell’expat in Arabia

Che fortuna, quanti giorni di ferie! Che fortuna, quanti viaggi vi potete permettere! Che fortuna, che vita comoda che fate!

Latin News - April 22, 2013
Ci sentiamo dire queste frasi molto spesso, e c’è un grande fondo di verità. Vorrei però sfatare alcuni falsi miti e leggende metropolitane sulla vita dell’expat in terra Araba – e forse in alcuni casi dell’expat in generale.

In primis, la grande verità che bisogna sottolineare è che non tutti quelli che decantano di voler andare via, trasferirsi all’estero e cambiare vita poi lo fanno davvero. Questa precisazione, valida in tutti i casi e non solo per chi si sposta in Arabia, è doverosa: lo stipendio è molto migliore, ci sono tanti giorni di ferie, possiamo essere flessibili? Tutto verissimo. Ma questo è grazie alla scommessa che abbiamo fatto 4 anni fa: trasferirci all’estero (e che estero) per davvero. Quando abbiamo preso la decisione nessuno ci invidiava e nessuno avrebbe fatto cambio con l’esperienza che ci accingevamo a fare. Abbiamo vinto la scommessa, ma potevamo anche perderla: come si dice in economia, alti rischi alti guadagni.

Più nello specifico, ecco la top 3 delle false idee che si hanno di chi ha deciso di trasferirsi in Medio Oriente:

3. Siete ricchi!
Il fatto che viviamo nella terra di emiri, principi e sultani non significa che lo siamo anche noi. Ci siamo spostati in questa parte di mondo perché lo stipendio era decisamente migliore ed i benefit molto allettanti, ma non siamo ricchi. Lavorando in Arabia si ha l’occasione unica, ad esempio, di ripagare il mutuo sulla casa in 4/5 anni, a meno che non si possegga una villa in Costa Smeralda. In quel caso è necessario davvero essere un emiro. Per un appartamento di 80mq nella periferia di Milano è invece fattibile.

2. Non lavorate mai!
L’ambiente lavorativo è più rilassato rispetto agli standard occidentali e parte dei motivi che ci hanno spinto a spostarci in Saudi è che quasi non esistono gli straordinari: si lavora 8 ore al giorno e le ferie sono generose, mentre in Italia faticavamo a vederci la sera con le ore extra che sono quasi di dovere. Ma se non si lavora si viene licenziati anche qui!

1. Viaggiate sempre in First Class!
Viaggiamo tanto, e siamo consapevoli che sia una grande fortuna. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mai realmente verificato cosa significhi acquistare un biglietto in First Class per  un volo a medio raggio – senza stare ad andare in Australia. L’ho fatto io per voi: quindi no, non voliamo mai First Class, a meno che non paghi l’azienda – non lo fa molto spesso, e non lo fa MAI per me ma solo per Matteo.
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Insomma, noi ci siamo adattati bene a questo stile di vita, ma è stata la ricompensa per aver osato. Voi che aspettate ad aprire un Chiringuito alle Bahamas?

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