La giornata tipo in Arabia Saudita

Ricevo sempre degli ottimi suggerimenti da amici e famigliari su quali tematiche raccontare nel blog. L’invito e’ sempre valido: commentate nei post quali temi/curiosita’/altro vorreste approfondire e faremo il possibile! Oggi ringrazio Francesco per l’ispirazione.

Gallo che canta

La lezione da trarre dal racconto che segue e’: le apparenze ingannano. Spiego.

Tra Italia e Saudi ci sono 1 o 2 ore di fuso orario, a seconda che in Europa ci sia l’ora legale o solare. Questa differenza in realta’ non rappresenta il vero spread temporale esistente tra le due penisole: tutto qui e’ molto piu’ mattiniero e le fasi della giornata seguono un altro calendario, quello delle preghiere quotidiane.

Se vi dicessi che (1) mi alzo ogni mattina alle 5; (2) pranzo alle 11 e (3) vado a letto alle 21-21.30, pensereste che faccio una vitaccia. Tutto vero, se non fosse che per rendermi la giornata migliore, preferisco pensare di vivere un paio di fusi orari piu’ in la’ e che quindi (a) mi alzo alle 7, (b) pranzo alle 13 e (c) vado a letto intorno alle 23. Suona piu’ normale, giusto? Ecco, e’ tutta una questione di apparenze!

La mia giornata nei giorni lavorativi inizia molto prima dell’alba ed in questi giorni invernali avviene in concomitanza con i canti del muezzin per il Fajr, la prima preghiera del mattino, che e’ circa un ora e mezzo prima del sorgere del sole. Nelle mattine d’estate, quando il sole sorge alle quattro, il muezzin inizia a cantare anche alle due e mezza.

Poiche’ dall’ufficio mi separano diverse decine di chilometri di strada, le opzioni per andare al lavoro sono due: in auto oppure con l’autobus aziendale. Nei giorni in cui guido (di solito un paio di volte alla settimana, quando poi mi fermo in citta’ per frequentare con Valentina il corso d’arabo), la sveglia e’ una ventina di minuti piu’ tardi. Il vantaggio del bus e’ che durante il viaggio si dorme. Per sfruttarlo al meglio, sono attrezzato di tutto punto: mascherina per gli occhi, tappi per le orecchie, cuscino ergonomico per il collo; quando entro nel pullman e mi piazzo sul sedile non ce n’e’ per nessuno, dormo anche con un collega logorroico seduto a fianco!

Anche la giornata lavorativa ha degli orari da fuso orario “indiano” (cioe’ come se il fuso fosse quello di Calcutta): si inizia alle 7 e si finisce alle 16, con una pausa pranzo tra le 11 e le 12. Durante l’estate entrare in ufficio presto aiuta: fosse alle 8, la temperatura toccherebbe tranquillamente i 45 gradi.

Le mense aziendali (dette anche Dining Hall) sono sparse intorno agli uffici e offrono una buona varieta’, basta evitare la pasta e tutte le sue variazioni. C’e’ la cucina indiana, messicana, araba, un’ottima scelta di insalate – anche se poi di “magro” c’e’ ben poco, l’immancabile kebab in tutte le sue forme. Alcuni colleghi italiani puristi contestano la qualita’ degli ingredienti, ma il loro livello minimo di pranzo consiste in un antipastino di insalata di polpo seguita da una caprese di mozzarella di bufala su un letto di pomodorini – tanta roba eh!

Rientrato in ufficio, la giornata prosegue fino alle 16. Rispetto all’Italia, la grande differenza e’ che non bisogna fare a gara a chi rimane piu’ a lungo sulla scrivania – salutando con tono velatamente polemico il collega che esce in orario. Tutti, capi compresi, escono entro le 17 a meno di scadenze improvvise che possono prolungare la permanenza in ufficio, come e’ giusto che sia. Finito il lavoro ognuno puo’ dedicarsi ai propri hobby e famigliari e le opzioni non mancano di certo.

Riprendo il pullman, di nuovo in assetto da guerriero del sonno, e ritorno a casa da Valentina. In questa fase dell’anno il sole e’ gia’ tramontato, ma la temperatura e’ molto gradevole e si possono fare tutte le attivita’ sportive outdoor di cui il camp dispone. Vale la pena raccontarle in dettaglio in un post a parte.

Ceniamo intorno alle 19 e, come detto, entro le 21.30 la giornata finisce.

A quell’ora, i canti per il call to prayer sono terminati: il muezzin tornera’, puntuale come sempre, la mattina seguente, a ricordarci che la sveglia e’ imminente.

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9 thoughts on “La giornata tipo in Arabia Saudita

  1. Posso confermare che la vita è davvero piacevole, il camp ricco di ogni confort, la dining hall che riduttivamente si legge “mensa” in realtà è un bel ristorantino. Il bus è di tipo gran turismo, e molti dormono nel viaggio ( abbiamo sperimentato un russatore compulsivo). Certo la strada è lunghetta ma è forse meglio un’ora e passa di TreNord? La sensazione è di grande sicurezza e di vita tranquilla. Anche la gente è gentile e ci stupisce il concetto di ospitalità. Il canto del muezzin alla fine non distrurba nemmeno troppo e ci fa ricordare che è il caso di ringraziare il cielo per tutto quello che abbiamo e che tutte le esperienze ci aiutano e ci formano.

  2. Salve 🙂 (o si preferisce marhban ?)
    É da un po’ che sto bazzicando in questo blog e in giro su internet in altri, per farmi un’idea sulla vita in Medio Oriente.. Ecco, visto che comunque voi non abitate in città in Saudi, volevo chiedervi come è organizzato e cosa sarebbe più precisamente un compaund (o camp, insomma dove vivete voi), visto che comunque qua non è una cosa comune vivere in un campo come fate voi “laggiù”.
    Diciamo che sono molto curioso e mi piacerebbe essere informato prima di effettuare una scelta del tipo andarmene in Arabia >.<
    Shukran akhy 🙂

  3. Ciao Matteo,
    voglio ringraziarti per quello che ho definito “il valore della condivisione”. Ho letto diversi post del tuo blog nell’ambito di una valutazione personale su di un’opportunità in KSA. Forme di comunicazione come la vostra (e quella di http://camelcrossingksa.blogspot.it/ che ringrazio ancora) sono di sicuro valore per incrementare i dati a disposizione di un processo decisionale che si svolge ad occidente e a lat. 37 ca. . Probabilmente il mio commento è fuori luogo su questo post, ma in qualche modo volevo comunicarti quanto detto. Buon proseguimento in Saudi, spero di aver modo di contattarti per eventualmente ricevere altre informazioni più di carattere pratico (non ho trovato sul blog il modo di inviarti un pm per non appesantire la bacheca con questo messaggio personale).

  4. Gentili Matteo e Valentina, se possibile mi piacerebbe poterci scrivere in privato (per non appesantire la bacheca come già detto da altri) per avere info più specifiche sulla vita in saudia. Sono moglie di un pilota selezionati dalla saudi airline e mamma di una cucciola di 3 anni e mezzo. Mio marito sarebbe intenzionato a trasferirsi al più presto e io sono invasa da preoccupazioni e paure rispetto a come potrei gestire la quotidianità mentre lui è lontano (in media si assenterebbe per 4/5 giorni ogni volta che va in turno). La base sarebbe jedda che credo essere lontana da voi. Penso sia molto diverso per una moglie il cui marito torna a casa tutti i giorni. Magari conoscete qualcuno che vive come dovrei fare io…. Grazie mille
    Fiona

  5. Pingback: Il dopo-lavoro in Arabia Saudita | Life on oil field

  6. Pingback: La vita presso un giacimento di petrolio in Arabia Saudita | italiansinfuga

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