Estate perenne e viaggi: turismo in flip-flop e piumino

Saudi e il Medio Oriente in generale si trovano in posizione strategica per viaggiare. Complice il moltiplicarsi di hub internazionali di grande rilevanza – Dubai e Doha su tutti – la regione è il perfetto punto di partenza per esplorare il mondo: a metà strada tra Europa e Oriente, è collegata benissimo alle Americhe, non si fa problemi ad arrivare anche in Oceania, l’Africa poi è giusto al di là del Mar Rosso.

Doha HIA
Gli spostamenti sono dunque facili, e nell’ultimo anno perfino le procedure di immigrazione negli aeroporti Sauditi principali è stata migliorata di molto – hanno addirittura creato delle corsie per permettere di formare code ordinate al controllo passaporti, e questo è un piccolo passo per l’uomo Occidentale ma un grande passo per l’umanità Saudita.
Il vero “problema” che si deve affrontare quando si parte dalla calda Arabia è fare la valigia e vestirsi in modo adeguato. In un nostro recente viaggio in Nord Europa, abbiamo lasciato il Regno con oltre 40 gradi per incontrarne poco più di 4. Per quanto paradossale, si parte con la ciabatta e si atterra con lo stivale, che quando lo metti nel bagagliaio a mano il caldo Arabo ti sembra ancora più intenso, ma quando arrivi a destinazione ti chiedi perché tu non abbia abbondato con le calze di lana.
Scarpone sandalo
Il motivo per cui non hai abbondato con le calze di lana, in realtà, lo conosci perfettamente: non ti ricordavi dove le avessi messe. Servono a mala pena quelle di cotone, giusto quando devi far finta di andare in palestra – e si sa, la scarpa da tennis senza calza non è raccomandabile nemmeno in mezzo al deserto.
Bisogna quindi abbandonare le convenzioni che d’estate si va al mare e d’inverno in montagna per abbracciare la filosofia dell’inadeguatezza a priori: per quanto si possa conoscere la temperatura che ti aspetta a destinazione, avrai comunque freddo.

Un presente di 800 anni fa: Saudi come “Il nome della rosa” di Umberto Eco

Il nome della rosa

In un incompleto tentativo di recuperare alcuni libri che al Liceo non ho avuto modo di leggere, ho da poco finito la lettura di uno dei grandi classici inclusi nel lungo elenco di opere che trasformano un semplice uomo in essere acculturato: “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Per chi non l’avesse letto, e’ un romanzo ambientato ad inizio 1300 in un’abazia dell’Italia settentrionale dove una serie di omicidi scuotono la quotidianita’ della vita monastica benedettina. Un frate francescano inglese dai tratti alla Sherlock Holmes cerchera’ di risolvere i misteri nel bel mezzo della frattura della Chiesa cattolica tra Roma ed Avignone. Il libro in se’ alterna momenti avvincenti (come la risoluzione dei misteri della abazia e del suo assassino) ad altri altamente noiosi quali trattati teologici latineggianti e dibattimenti di natura semiotica, ma in tutta onesta’, devo riconoscerne la valenza nel panorama dei mattoni da Liceo che un adolescente dovrebbe leggere.

Ebbene, dopo questa digressione (che vi garantisco essere insignificante rispetto alle paginate di Eco nel descrivere un affresco di natura apocalittica dipinto sulla volta principale della chiesa dell’abazia che si prolunga per una decina di pagine), la lettura e’ stata stimolante soprattutto per il luogo in cui e’ avvenuta: leggere un libro sul Medioevo da Saudi e’ un po’ come sfogliare il New York Times negli Stati Uniti. La bravura con cui Eco ricostruisce lo spirito e la cultura medievale, mi ha rimandato piu’ volte alla quotidianita’ che si respira in Arabia Saudita, dove tutto si e’ fermato a 800 anni fa.

Qualche somiglianza presa dal Medioevo:

  • L’ospitalita’ e’ sacra: amici o nemici, tutti trovano alloggio nell’abazia. Anzi, ci sono dei riti di accoglienza che servono ad autocelebrare la grandezza del luogo in cui si viene ospitati. Qualcosa di molto simile a Saudi, come avevo gia’ raccontato in passato.
  • La religione e’ tutto: nel libro di Eco, la reputazione delle persone e’ fortemente influenzata dalle loro conoscenze teologiche, di cui si discute in abbondanza nel libro. La presenza della religione influenza tutte le fasi del giorno, con le ore della Diurna Laus a scandire i capitoli del libro (Lodi, Ora Media, Vesperi, Compieta). Che se ci pensate bene, assomigliano molto alle cinque preghiere della giornata del musulmano.
  • Vietato il pensiero critico: l’idea che alcune cose non si possano fare perche’ proibite da qualcuno (i superiori) o socialmente inaccettabili (poiche’ contrarie ai precetti religiosi) e’ principio cardine che regola la vita sociale. L’unico personaggio che nel romanzo dimostra un pensiero moderno e’ il protagonista della storia, la cui sete di conoscenza spesso si scontra con la rigidita’ del sistema in cui vive. In realta’ questo atteggiamento e’ piu’ dettato da scaramanzia che dal rispetto delle leggi; una cosa tipo: “Questa cosa non si puo’ fare perche’ altrimenti mi trasformo in un pipistrello”.
  • La distanza tra i gli intellettuali ed il volgo: quella medievale e’ una civilta’ intrinsecamente razzista. Ci sono gli intellettuali, che sanno leggere e dialogano tra di loro in Latino, e poi c’e’ il volgo. Anche nell’abazia de “Il Nome della Rosa” questo dualismo appare con forza, con i monaci che svolgono le attivita’ piu’ nobili ed i “semplici” (cosi’ chiamati dai religiosi) cui si chiede di badare ai cavalli o alla cucina e che parlano un linguaggio strano, a volte incomprensibile perche’ dialettale – quello che poi diventera’ il “Volgare”.
  • La caccia alle streghe: ad un certo punto del libro c’e’ un processo di inquisizione che si chiude con un giudizio sommario nei confronti di alcuni monaci scomodi. L’idea di essere tacciati di stregoneria o di atti oscuri – tra l’altro adducendo degli esempi assolutamente inverosimili – e’ un modo facile per consolidare il consenso, eliminando gli avversari piegando i precetti religiosi a proprio vantaggio.

Per chi volesse tentare di comprendere i principi che regolano la societa’ Saudita, credo che prima di formulare considerazioni basate sul punto di vista moderno debba riportare l’orologio indietro di un migliaio di anni e da li’ ripartire: in questo modo sara’ piu’ facile comprendere le dinamiche quotidiane che a volte ci sembrano assurde, ma non lo sono; semplicemente fanno parte di un presente di 800 anni fa.

Cielo a pecorelle, sabbia a catinelle

La nomea del mese di Marzo, detto il pazzerello, è valida anche in questo spicchio di mondo. Abbiamo visto, nell’ordine: pioggia, temporale e tempesta. Le prime due sono fenomeni conosciuti anche e soprattutto al Vecchio Continente, mentre la tempesta è cosa da deserto.

Si tratta infatti di tempesta di sabbia. I suoi granelli sottilissimi li abbiamo intorno tutto l’anno, e non c’è necessità di vento impetuoso per ritrovarsela sistematicamente su ogni singolo mobile di casa. A questo giro però l’esperienza è stata mistica: c’è chi sostiene che la tempesta di qualche giorno fa sia stata la peggiore degli ultimi 5 anni, ma non abbiamo l’esperienza necessaria per confermarlo.

D’altra parte, posso testimoniare nel mio piccolo che c’è voluta una quantità di olio di gomito inestimabile per ripulire tutta la casa, sommersa dalla sabbia polverosa, che nel picco della furia del vento si è introdotta dal condotto dell’aria condizionata andando a creare nella nostra amata sala un panorama lunare non molto distante da quello che c’era fuori dalle mura. Ovviamente l’abbiamo anche respirata tutta durante la notte, passata con asciugamani umidi che all’occorrenza fungevano da bombole d’ossigeno.

Golf cart

Al nostro risveglio, oltre al pavimento che pareva una duna, i divani color cammello e i vetri delle finestre smerigliati, ho dovuto passare l’aspirapolvere anche sui gatti, ormai diventati statue di sabbia.

Bouganville

Solo oggi comprendo a pieno quanto sia stato buono il consiglio del commesso che ci ha venduto l’aspirapolvere più potente dell’universo: che in questo caso, per la cronaca, non è stato comunque sufficiente. Vedere per credere!

Street view

I 10 SMS piu’ assurdi ricevuti in Saudi

Che L’Arabia sia un luogo improntato al paternalismo anziche’ alla libera iniziativa ed alla responsabilita’ individuale, lo do ormai per consolidato dopo il post di inizio dicembre. Non stupisce quindi che dall’alto si premurino di guidare i sudditi/cittadini con il fare premuroso del padre col figlio un po’ ritardato. Per le citta’ si vedono cartelli raccomandare improbabili attenzioni che neanche ad un bambino di 5 anni, e in azienda a volte arrivano e-mail imbarazzanti che invitano a stare attenti col fuoco che ci si potrebbe pure bruciare (Valentina sul tema ne ha scritto un post).

Cartelli ed e-mail, tuttavia, impallidiscono di fronte all’arma definitiva di istruzione di massa in dotazione al governo: gli SMS. Qui, come ormai ovunque – ma soprattutto qui, il cellulare e’ un pezzo vitale della vita del cittadino: in qualsiasi atto pubblico (come l’acquisto dell’auto o il rinnovo di un documento) e’ d’obbligo inserire il numero di cellulare, cosi’ che gli amici dai ministeri possano amorevolmente spedire messaggi di testo pieni zeppi di raccomandazioni e aiuti sinceri.   

E chi sono io per non condividere con un pezzo piu’ ampio di mondo queste pillole di attenzioni?

Ecco a voi la classifica dei 10 SMS piu’ assurdi che vi potrebbe capitare di ricevere vivendo in Arabia Saudita (ovviamente arrivano in arabo; a volte sono stato un po’ creativo per supplire alle carenze di Google Translator).

  • Ministero dell’Interno: “Mio fratello nuovo arrivato, ricordati di segnalare la tua gravidanza, eviterai una multa e la sospensione dal lavoro”.
  • Banca: “Non pagare le bollette agli sconosciuti quando usi lo sportello bancomat”.
  • Protezione Civile: “Si avverte della presenza di tempesta di sabbia e si invita tutti a fare attenzione”.
  • Ministero del Commercio e dell’Industria: “Caro consumatore, ricordati che hai diritto a sostituire la merce difettosa o non conforme”.
  • Ministero dell’Interno: “Mio fratello, mio fratello cittadino: sii disciplinato ed evita sistematiche violazioni di residenza”.
  • Ministero degli Esteri: “Ottenere un visto turistico non da’ diritto a studiare in molti paesi esteri. Per studiare, devi ottenere un visto diverso, anche in paesei per cui non e’ necessario un visto d’ingresso ai cittadini Sauditi”.
  • Protezione Civile: “Si avverte del maltempo e della pioggia pesante e si invita tutti a stare lontano da valli, ruscelli e pozze d’acqua”.
  • Ministero dell’Interno: “Mio fratello cittadino residente, ospitare intrusi all’interno del paese e’ punito con la reclusione di due anni, una multa di 100,000 riyal, diffamazione e confisca del veicolo. Siate i sistemi per proteggere la patria”.
  • Ministero del Commercio e dell’Industria: “Caro consumatore, fai attenzione alle bufale che promettono alti guadagni in breve tempo. Di solito queste catene ingannano tante persone e i truffatori fuggono carichi di soldi”.
  • Ministero della Salute: “Per la prevenzione del Corona Virus, si consiglia di utilizzare tovaglioli di carta mentre si starnutisce e di buttarli nel cestino, in alternativa si raccomanda di starnutire nel braccio anziche’ di usare le mani”.