Per me è arabo!

Segnale arabo

Tanti lo hanno pensato della matematica, ma nell’immaginario comune in generale la lingua araba è risaputo essere ostica. Per dirla in altro modo, l’arabo è ostrogoto, e noi non possiamo che confermarlo.

Si tratta di una lingua completamente diversa dalla radice latina alla quale facciamo appiglio quando ci troviamo a dover imparare lo spagnolo o il francese, ma anche con altre lingue europee (come il sempreverde inglese) condividiamo quanto meno l’alfabeto. Con l’arabo niente di tutto ciò accade: si utilizza un alfabeto diverso, composto da 28 lettere che presentano, ognuna, una diversa forma a seconda che si trovino ad inizio, centro o fine parola. Ma l’aspetto che personalmente rende la faccenda un pasticciaccio è la scrittura da destra verso sinistra che complica irrimediabilmente le cose. Tra l’altro, non sempre è valida questa regola: i numeri si scrivono da sinistra a destra (e già vi ho parlato del fatto che non si usano i numeri che noi definiamo arabi, ma quelli indiani).

Se credete che fin qui sia stata convincente sulla difficoltà di apprendimento di questa lingua (se mai ce ne fosse stato bisogno), devo svelarvi che avete letto della sola parte facile del processo.

Il difficile subentra quando bisogna imparare, o meglio memorizzare, i vari termini arabi. Come si dirà mai “gatto“? E “il gatto è sul tavolo“?! The cat is on the table perdinci! È la frase classica per eccellenza che bisogna conoscere in ogni declinazione linguistica!

La sintassi e la grammatica, poi, sono fuori da ogni logica conosciuta: l’aggettivo possessivo e il genere vanno a finire come suffissi alla fine del sostantivo, mentre i verbi si coniugano aggiungendo un prefisso a seconda della persona e un suffisso per il genere. Il tutto scrivendo con lettere sconosciute, al contrario, saltando su un piede e tenendo in equilibrio una palla sul naso.

Alfabeto-arabo

Non vi sembra sufficiente? Bene, perché non è finita qui. Le lettere dell’alfabeto arabo non hanno una corrispondenza precisa con l’alfabeto latino, per cui alcune delle nostre consonanti non esistono: la V diventa una F di default, la C non è contemplata e magari si usa la K, la P viene sostituita dalla simile B. Ecco perché i nostri amici pizzaioli egizi dicono “bizza” al posto di “pizza”! Li abbiamo presi in giro per anni per questo – ma poi tornavamo sempre da loro, sono i migliori!
Le vocali meritano un capitolo a parte: ancora non è chiaro se esistano. Quelle che paiono tali hanno poi un suono gutturale che non riusciamo nemmeno a riprodurre tanto è diverso il modo stesso di parlare.

Concluderei l’intrigante immagine di caos completo aggiungendo che ogni Nazione dell’area, poi, abbia una sua versione dei fatti. Pareva inizialmente che ci fossero due ceppi principali di Arabo: quello egiziano – più diffuso nel nord dell’Africa- e quello siriano/giordano – di dominio del Medio Oriente. Ad oggi, però, mi pare che nessuno sia d’accordo con gli altri, ma ognuno parli la sua sorta di dialetto che rappresenta in ogni singola occasione la versione ufficiale della lingua. È un po’ come succede in Italia: ogni regione ha il suo accento, e si finisce con valdostani e trapanesi che non si capiscono.

Ma a che punto siamo noi in questo panorama intricato? Sappiamo salutare con cordialità, contare da 1 a 100, chiedere l’ora,  enunciare i nomi dei colori, scrivere e riconoscere le lettere. Conosciamo le parole “gatto“, “sopra” e “tavolo“, ma non abbiamo idea di come combinarle insieme: vi faremo sapere quando riusciremo a comporre una frase di senso compiuto.

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2 thoughts on “Per me è arabo!

  1. Studio l’arabo da anni, con molta difficolta’, con grandissima passione: e’ necessario affrontarlo con perseveranza, essere costanti e farsi “intrappolare” per non lasciarlo piu’. L’arabo e’ come nuotare nell’oceano, la riva non si vede, bisogna proseguire nello sforzo per raggiungerla.. Oggi riesco a parlarlo e scriverlo discretamente. Hai qualche indicazione utile sulle possibilita’ di lavoro in Arabia Saudita? Ho: due lauree, in sociologia e lettere, ecc., un lavoro che non da’ prospettive di qualificazione (ma, certo, pur sempre un lavoro) nella pubblica amministrazione, desiderio di allontanarmi per un po’ di mesi all’anno. Ti avevo chiesto l’amicizia in Fb. Ti ringrazio per le informazioni che potrai darmi. Silvia

  2. Ciao Silvia! Come non essere d’accordo con la tua esperienza: ci è parso fin da subito che imparare questa lingua sarà una lunga, ma sfidante, strada. Speriamo di non perdere l’entusiasmo che, per ora, ci teniamo stretto 🙂
    Riguardo il lavoro femminile in Arabia, secondo la mia esperienza ad oggi le occasioni, di fatto, non mancano, ma riguardano soprattutto le mogli dei lavoratori expat. Per le donne “single” la storia è diversa: ricoprono principalmente il ruolo di insegnanti o di infermiere, ma anche di medici. Non è semplice muoversi tra strade fisiche e burocratiche senza un appoggio maschile, ma non posso riportarti un’esperienza diretta perché non conosco personalmente nessuna di queste, mi spiace!

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