E’ arrivato Ramadan (versione 2017)

Puntate precedenti:

Come affrontare il mese del digiuno in Saudi, quando le giornate lentamente si trascinano verso il tramonto, i ristoranti sono chiusi, la gente affaticata e non c’e’ altro da fare se non chiudersi coi colleghi non musulmani nella stanzetta del caffè?

Nel 2014 l’abbiamo sofferto, nel 2015 ci siamo rifugiati in attività sportive e giochi in scatola con gli amici, nel 2016 abbiamo scoperto il Bahrain.. Ebbene, ci sono voluti quattro lunghi anni per perfezionare il piano, ma alla fine ci siamo arrivati: 2017, l’anno della soluzione DEFINITIVA al Ramadan.

I più fedeli lettori ricorderanno come tra gli indiscutibili vantaggi del Ramadan c’e’ la possibilità di attraversare il confine tra Arabia e Bahrain evitando ore di code alla dogana. L’indiscutibile svantaggio e’ che in tutto il paese i ristoranti sono chiusi fino a sera e anche dopo il tramonto e’ comunque vietata la vendita di alcolici.

A tutto questo c’e’ una soluzione e si chiama “Liquor Shop“. Il Bahrain, infatti, come pochi altri posti nel GCC, permette di acquistare l’alcol in luoghi dedicati, ovviamente chiusi durante Ramadan. Fino a questo maggio non avevamo mai messo piede. Ma poi abbiamo elaborato un piano in tre fasi.

Fase 1: l’assalto col carrello

Tutto inizia, ovviamente la settimana prima di Ramadan. Arriviamo in auto al Liquor Shop: chi lo immagina un luogo malfamato tipo spacciatore di fumo nel boschetto dell’hinterland milanese si sbaglia di grosso. A parte la location, che e’ un anonimo capannone nell’area industriale di Manama, una volta entrati ci si sente in paradiso, manca solo San Pietro con le chiavi. Tutto sbarluccica di meraviglia: scaffali ricolmi di tutte le migliori marche internazionali, casse di birra in pronta consegna e addirittura l’area dei vini e’ arredata come una cantina di legno, con prodotti che arrivano da tutte le parti del mondo. Immaginateci con il naso all’insu’ a camminare per le mensole spingendo il nostro carrellino. La gioia potrebbe capirla solo Buffon con in mano la Champions League.

champagne

Ecco come si presenta l’area dei vini, bella eh?

Fase 2: lo stoccaggio

Una volta passati in cassa e lasciate generose porzioni dello stipendio (le tasse sono pari al 100-150% del valore del prodotto, una bottiglia di vino italiano parte da 10 euro), bisogna trovare un luogo dove seppellire il tesoro fino al ritorno durante il mese proibito. L’isola e’ per metà disabitata e non manca certo di buche, ma c’e’ da fidarsi? La soluzione e’ una sola: riempire un trolley con il prezioso carico e portarlo in hotel. Al check-out, prima di ripartire per Saudi, lasciamo il trolley alla reception con la richiesta di custodirlo fino al nostro ritorno.

Fase 3: qui si sboccia manco fosse primavera

Una volta alla settimana, la giornata lavorativa si conclude in Bahrain, sempre al solito hotel. Al momento del check-in, tiro fuori un cartellino e lo consegno alla reception. Pochi minuti dopo, ci consegnano un trolley blu. Saliamo in camera e disfiamo i bagagli. In quello blu ci sono diverse sorprese: alcune birre, una mini confezione di baileys (il caffe’ al mattino ci piace berlo corretto), uno spumante, tre bottiglie di rosso e una di bianco. Unico vincolo: una volta aperta, la bottiglia deve finire. Il primo brindisi, ogni volta, e’ sempre per lui, il Ramadan.

E’ proprio vero che la necessità aguzza l’ingegno.

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