Questione di crisi (col Qatar)

La notizia che più rimbalza tra i media da diversi giorni ci riguarda piuttosto da vicino, almeno in termini geografici. Quattro Paesi arabi (Egitto, Emirati, Bahrain, guidati da Saudi), seguiti da altri successivamente, hanno rotto le relazioni diplomatiche con il ricco stato del Qatar, per motivi politici che non stiamo ad indagare.

Il Qatar è stato fin da subito un Paese che ci ha affascinati: cosí vicino all’Arabia, geograficamente e culturalmente, ma più pulito ed efficiente, è stato spesso meta di vacanza fuori porta negli ultimi 4 anni. Doha dista circa 3 ore di auto dal nostro villaggio, su una strada poco trafficata che taglia il deserto, ed è una bella città moderna sempre piacevole da visitare.

A seguito della crisi, i diplomatici qatarini sono stati cacciati in fretta e furia dai Paesi coalizzati, ma è Saudi quella che ci è andata giù più pesante. Spazio aereo chiuso immediatamente e licenza ritirata a Qatar Airways, confini di terra e mare bloccati – per un po’, niente weekend a Doha: le ripercussioni sono state pesanti, in primis per chi in Qatar ci vive, ma anche per chi come noi ci sta vicino.

Il vero disagio affrontato ha riguardato, come prevedibile, tutto quello che è legato alla compagnia aerea di bandiera: dopo anni di fedeltà e privilegi acquisiti con sudore e soldi (tanti, tanti soldi), abbiamo dovuto cancellare i nostri prossimi biglietti aerei e passare alla concorrenza. Come noi, molti altri già con un piede in vacanza (tra 2 settimane finisce sia Ramadan che la scuola): paura e delirio in Saudi! Ormai l’argomento più discusso sui forum del villaggio in cui viviamo è come riuscire a farsi rimborsare i biglietti pur non potendo parlare con il call center o accedere al sito internet – tutto impallato.

Il principale problema di Qatar Airways resta comunque quello logistico: tutti i Paesi con cui confina l’emirato hanno chiuso o limitato l’accesso nel proprio spazio aereo, non lasciando molte alternative alle rotte qatarine. Pare che ora, per arrivare a San Paolo (Brasile) si debba far scalo tecnico ad Atene, mentre per raggiungere l’Africa sembra il gioco dell’oca.

I veri disagi però li stanno subendo i residenti del Qatar: lo stato confina via terra solo con Saudi, ed è proprio da quella via che arrivano buona parte dei beni alimentari, ora stipati nei camion fermi in dogana. L’assalto ai supermercati è stato immediato: scene da pre-uragano, con la differenza che l’uragano passa, la maretta con Saudi chi lo sa.

Ovviamente, quanto i camion che trasportano viveri anche le auto civili sono rimaste bloccate fuori dal Paese: se ne avvistano diverse per le strade saudite in questi giorni, e non hanno molte alternative. Vagano raminghe per le strade dissestate, intrappolate in un mondo parallelo: speriamo che lo stargate si riapra presto.

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