A lezione di comunicazione (araba)

Communication in saudi

Una cosa di cui sono immensamente riconoscente all’azienda in cui lavoro e’ che sulla formazione non risparmia, neanche in tempi di vacche magre. Tra le tante occasioni, la scorsa settimana ho frequentato un breve ma interessante corso sulla comunicazione. Arrivo nell’edificio fronte mare che ospita tutta la formazione del personale, trovo la mia aula e mi guardo intorno.

Iniziamo dall’insegnante: un tizio saudita smilzo, dal baffo brizzolato e lo sguardo dolce, vicino ai sessanta, con due master, un dottorato e innumerevoli titoli di insegnamento in varie universita’ anglosassoni. A dispetto dell’introduzione che termina con: “Mi chiamo Abdulaziz, ma voi potete chiamarmi DOTTOR Abdulaziz”, per la durata del corso in realta’ si dimostra una persona che quando parla l’ascolti volentieri, un’intellettuale della vecchia scuola.

E poi gli allievi: vi si trova un po’ di tutta la rappresentanza del panorama aziendale. Per la maggioranza giovani ingegneri sauditi volenterosi, qualche expat di breve corso come il sottoscritto, un paio di signori barbuti con abiti svolazzanti.

Inizia il corso, che prevede una pausa di 15 minuti ogni ora, una pausa pranzo di 90 minuti, e la conclusione per le tre del pomeriggi. Piu’ che un corso formativo, una lunga pausa interrotta da spiegazioni. Un po’ come quando per fingermi salutista voglio mangiare lo yogurt e ci rovescio un chilo di Nutella: piu’ che un derivato del latte, un estratto di nocciola.

Complici le continue interruzioni, il corso alla fine scorre veloce: dottor Abdulaziz segue per filo e per segno il suo bravo libretto pieno di appunti ordinati, chiaramente ispirato a qualche costoso corso americano. Gli manca il carisma comunicativo di Tony Robbins, pero’ si vede che gli piace insegnare e che agli studenti vuol bene, come quando non fa mancare il suo supporto (“You are perfectly right!”) in occasione di un commento un po’ ingenuo del giovane ingegnere saudita di turno.

Ma cio’ che sorprende, nella lista di cose nuove imparate in quel giorno, ci sono due piccole perle di saggezza araba sulla comunicazione, incompatibili con il nostro mondo:

  • Regola della vita #1: Mai chiedere “Perche’?“. Se per noi e’ la domanda della curiosita’, quella che il nostro fanciullo interiore ci spinge a formulare e che ha portato alla nascita delle grandi menti della scienza, nella cultura araba e’ interpretata come accusatoria: “Perche’ hai telefonato ad Ali?”, “Perche’ ieri non eri al lavoro?”
  • Regola della vita #2: il linguaggio del corpo e’ importante. Quando si parla o si ascolta, bisogna stabilire un contatto diretto con gli occhi, tranne che con persone dell’altro sesso. Sia mai che nasca un’emozione.

Imparo e porto a casa: da oggi mi vedrete in azienda girare bendato articolando domande che contengono perifrasi improbabili come ad esempio: “Per cotal ragione l’altro ieri Mohammed ha utilizzato il colore giallo nel grafico sul prezzo del petrolio?” Basta capire come tradurlo in inglese, ed il gioco e’ fatto.

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2 thoughts on “A lezione di comunicazione (araba)

  1. Matteo , posso provare con il mio scarso ricordo dell. Inglese ad iutarti nella traduzione “Per cotal ragione l’altro ieri Mohammed ha utilizzato il colore giallo nel grafico sul prezzo del petrolio?” = For said matter the day before yesterday Mr Mohammed: used the yellow color on the price of oil.

    Spero ti sia di aiuto
    Cordili saluti
    Salvatore

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