La leadership del taco

hard soft tacos

In uno dei ristoranti del camp dove viviamo c’e’ un posto che serve ricordi di cucina messicana (dico “ricordi” perche’ non e’ che sia proprio un ristorante stellato). Il piatto preferito di Valentina sono i tacos, che vengono serviti con pollo, manzo o gamberetti. I tacos possono essere di due tipi: morbidi (della consistenza della piadina, versione a sinistra) oppure croccanti (in pratica un po’ fritti ed hanno la croccantezza di una patatina un po’ spessa, a destra). E mentre una sera eravamo in questo ristorante, i tacos mi sono parsi una perfetta metafora dello stile di leadership nell’azienda saudita in cui lavoro.

Dopo quasi quattro anni di lavoro in Saudi, ho avuto a che fare con quattro capi, di cui tre sauditi: due taco morbidi ed uno croccante. Mi spiego: la leadership saudita e’ riconducibile a due categorie; da una parte il puro command-and-control di vecchia scuola, dove le decisioni vengono prese dal vertice e la base esegue nei tempi prestabiliti senza troppi fronzoli, dall’altra una leadership soft, dove si evita qualsiasi attrito con il team a costo di essere a volte un po’ poco efficaci nell’esecuzione.

La prima e’ la leadership croccante: gustosa al palato, divertente quando si mastica, ma piu’ difficile da digerire. Il capo comunica ad intervalli regolari, fissa le scadenze, divide i compiti. A volte sbaglia e assegna incarichi un po’ a casaccio, ma come il re di un piccolo stato e’ difficile contestarne le scelte. Poi arriva la fase del controllo e qui e’ un po’ una lotteria: se gli stai a genio vivrai giorni sereni, se appartieni al gruppo sbagliato c’e’ il rischio che ti faccia le pulci su ogni cosa che gli consegni (fortunamente io appartenevo al primo gruppo!).

Il leader soft invece rende la vita piu’ facile: l’umore del team e’ sicuramente piu’ positivo, c’e’ comunicazione orizzontale e le riunioni sono piu’ serene. Per il lavoro che faccio, questo rende la mia attivita’ da un lato piu’ produttiva perche’ molte informazioni devono circolare con liberta’ tra i diversi esperti nei vari settori. Tuttavia la mancanza di una catena di comando piu’ intransigente rende le scadenze meno rigide e alla fine si arriva all’ultimo minuto con un sacco di cose ancora da sistemare.

Entrambi gli stili hanno delle chiare lacune e spesso ai manager sauditi di fascia media mancano gli altri elementi di una vera leadership: la visione e’ lacunosa, la capacita’ di fare da mentore/allenatore e’ spesso demandata ad altri expat di lungo corso, molte decisioni sono prettamente politiche oppure molto difensive.

D’altra parte, imparare ad adattarsi alle esigenze dei diversi capi rende il quotidiano piu’ vario e aguzza l’ingegno e l’abilita’ tattica. Anche perche’ mangiare ogni giorno lo stesso taco non e’ che sia proprio salutare!

Post Scriptum: dopo piu’ di 150 post pubblicati ogni settimana di venerdi, incluso Natale e Capodanno, la scorsa settimana abbiamo saltato la pubblicazione. La sorpresa e’ stata sapere che qualcuno se n’e’ accorto tempestivamente! Un caro saluto e grazie a Giovanni per avercelo ricordato. 

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2 thoughts on “La leadership del taco

  1. Matteo, complimenti hai un quadro perfetto della situazione aziendale che vivi.
    Non ti preoccupare in ogni azienda c’è quasi la medesima situazione. Saluti Salvatore

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