Stress da rientro

Il post di questa settimana e’ di mio fratello Paolo, di passaggio da queste parti qualche settimana fa. Tutto da leggere!

Ore 04:08. Italia.

Il cellulare vibra e lo schermo illumina la stanza.
Mi rigiro nel letto, insonne, cercando di non svegliare mia moglie. Le coperte ormai troppo calde e pesanti per la stagione in corso mi premono contro la schiena. Cerco di raggiungere il telefono a tentoni, sperando di aver abbassato il livello di luminosità la sera prima.

Schiudo le palpebre, fino a farle assomigliare a sottili feritoie dalle quali si intuisce soltanto l’iride sottostante. Immagino la scena vista da fuori, sogghignando al pensiero dei miei occhi a mandorla e delle smorfie del volto addormentato.
Anche stavolta la luminosità è al massimo: Paolo prima o poi diventerai cieco.

Riacquisto la vista e riesco finalmente a leggere la notifica di un messaggio.

È lui.
Di nuovo.
Il senso di colpa.

Il carnevale ambrosiano è la scusa adatta per fuggire da Milano e un fratello e una cognata che vivono in Medio Oriente sono un ottimo appoggio per volare al caldo, proprio quando l’attesa della primavera si fa pressante.

È passato più di un anno dal viaggio che ci aveva portati insieme negli Emirati Arabi Uniti. Quella volta lo stupore per le architetture esagerate e i famosi templi dello shopping era enfatizzata dal confronto con la povera ma verdeggiante isola dello Sri Lanka. Dubai era lo shock inaspettato di una cattedrale nel deserto, ambiziosa e seducente.

Siccome non possiamo ottenere un visto turistico per l’Arabia Saudita, l’opzione suggerita dalla coppia di locali è quella di una visita del Bahrain.

La coscienza scalpita nella stanca insonnia. Apro il messaggio o faccio finta di non averlo letto? L’ora suggerirebbe questa strategia. Il dribbling sta diventando la mia specialità, sono giorni ormai che evito una risposta, sfruttando lo scrolling di whatsapp, troppo veloce per leggere tutte le righe della conversazione. Si sarà insospettito?

L’organizzazione è come sempre impeccabile: nelle settimane precendenti la partenza, ci giungono dall’Agenzia di viaggi Matteo&Vale indicazioni di mete suggerite, tempistiche dei tragitti, cartine, recensioni e foto di luoghi esotici.

Daniele ci accompagna in questa vacanza, lui che ormai ha più timbri in arabo sul passaporto che anni sulla carta di identità.

Il viaggio aereo in notturna è accompagnato dai soliti film e dalle hostess che ti svegliano per proporti la cena o la colazione negli orari sbagliati. Scalo ad Abu Dhabi e ripartenza per Manama.

Tempo di qualche saluto e abbraccio in aeroporto e siamo già attorno a un tavolo per mangiare, situazione che si ripeterà svariate volte in questa breve permanenza.

Percorrendolo in lungo e in largo, il Bahrain a poco a poco si scopre in tutte le sue caratteristiche. Innanzitutto appare più vero e concreto che gli Emirati, meno patinato. Si scorgono i tratti di una storia lunga e variegata, i conflitti segreti della popolazione locale divisa tra sciiti e sunniti, la voglia di libertà e leggerezza degli Expat e dei vicini sauditi e il bisogno di adeguarsi alle architetture esagerate delle altre monarchie del golfo, che però non mascherano il sapore antico da cittadina araba.

Sebbene i giorni della visita siano pochi, l’isola è veloce da girare, complice la grandezza limitata che fa del Bahrain il 23esimo stato più piccolo del mondo e il potente motore di una macchina troppo grossa per le strade italiane.

Oltre alle tavole imbandite, visitiamo la Moschea di Manama, la bay area con i suoi grattacieli in costruzione, le zone di estrazione del petrolio, il museo della cultura, la pottery dove viene lavorata l’argilla e concludiamo con una corsa di kart nella pista vicino a quella dove ogni anno viene fatto il GranPremio di Formula 1.

Tamburello con le dite sulla cover.
Non ho ancora fatto niente, neanche buttato giù una riga o abbozzato uno schema, come si faceva coi temi delle scuole medie.

Giorni a pensare e neanche una idea divertente, manco fossi Mike Noonan col blocco dello scrittore in Mucchio d’ossa.

Respiro.
Penso.
È troppo tardi per inventarsi una scusa.

Il deserto è sempre affascinante, così come la scoperta dell’albero della vita, luogo desertico che un tempo era isolato, dove spunta dal nulla un grande albero verde. Dico “un tempo era isolato” perchè nel momento della nostra visita, non si sa per quale motivo, era contornato da distese di tende e campeggiatori del deserto.


La temperatura primaverile è perfetta e anche la pioggia nel deserto appare magica, nella sua contraddizione.

I giorni concessi passano troppo veloci e senza quasi accorgercene ci troviamo su un aereo, pronti per riprendere la vita di tutti i giorni.

Arrivederci Bahrain! Grazie Teo e Vale, alla prossima!

Apro l’app della sveglia e modifico l’orario. Un paio d’ore prima del normale dovrebbero bastare. Quante volta è bastato questo per finire la consegna in tempo, quando la deadline correva incontro rapidamente?

Prendo coraggio e decido di aprire il messaggio, di affrontare la terribile spunta blu di Whatsapp.

Una foto sorride amichevole.
Matteo scrive: “Ehi, come va? Hai già scritto il post per il blog? Venerdì va pubblicato ;)”.

Annunci

2 pensieri su “Stress da rientro

  1. giuliano

    Paese conosciuto sin dai tempi dei romani per i datteri e le perle però se si guarda solo un po’ più profondità, ci si rende conto che, con i soldi dei sauditi è diventato il loro luogo di svago utile, considerata la vicinanza, a soddisfare quanto nel loro paese non è consentito: alcool e donne. Le ragazze arrivano con gli autobus nei luoghi predisposti per il “divertimento” e spesso negli alberghi, non si riesce a dormire dalla confusione, ma nessuno osa protestare, sono i saudi che comandano. Per costruire edifici aree del mare sono state interrate, distruggendo in questo modo sorgenti marine, piccole comunità, piantagioni di palme, ecc. che sono da sempre state la vita per la popolazione locale. Non esiste quasi più la pesca che una volta era ricca e abbondante, ma soprattutto stanno distruggendo il tessuto sociale, i diritti umani (non sono gli unici nell’area) e nel paese che dissente e manifestare viene arrestato. Questo è il Bahrain.

  2. Salvatore Del Boccio

    Matteo, Le devo fare i complimenti per la piacevole lettura ( malgrado la levataccia) .
    Sono un “allievo” di Max Stefanoni il padre di Vale, quando rientrerete ad Arese sarebbe sicuramente graditito vedere le foto da Voi commentate che avete preso nei Vostri giri nella zona. Cordiali saluti
    Del Boccio Salvatore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...