Donne al lavoro e lavori da donne

In una società tendenzialmente maschilista come quella Saudita, lo spazio nel mondo del lavoro riservato convenzionalmente alle donne ha un aspetto unico nel suo genere, e su due livelli diversi.

141002172357-saudi-women-horizontal-large-galleryIn primis, lavori spesso svolti da donne nel mondo Occidentale sono qui ricoperti dagli uomini. Una su tutte la cosiddetta “donna delle pulizie“: sia in ambito pubblico che privato, qui esiste solo l’omino delle pulizie. Questo comporta diversi problemi.

Per le toilette pubbliche, ad esempio, come si risolve l’inevitabile incontro/scontro tra l’omino e le donne locali tutte velate che, nei bagni, si tolgono abaya e niqab – per ovvie ragioni logistiche? La soluzione è molto italiana: si urla. L’omino arriva alla porta, bussa con una foga inaudita gridando “housekeeping!! housekeeping!! HOUSEKEEPING!!!”(equivalente di “omino delle pulizie in entrata!!“). La mente cha ha partorito questo modus operandi si aspetta che una donna in bagno, appena captato il soave canto, risponda anch’essa con un urlo per segnalare la sua presenza e la conseguente necessità che l’omino attenda qualche minuto prima di entrare a pulire. Cosa che ovviamente non succederà mai.

housekeepingA livello di pulizie private invece, spesso gli “uomini delle pulizie” si offrono di rassettarti casa per arrotondare la paga miserabile che ricevono mensilmente per fare gli elettricisti, i giardinieri o gli idraulici. Ad esclusione di qualche illustre eccezione, non sono molto portati alla precisione e tendono a complicare le faccende di casa piuttosto che a semplificarle.

Le posizioni lavorative ricoperte dalle donne sono invece piuttosto standard: sono segretarie, o assistenti nel dipartimento residenziale – ovvero, dove aiutano i nuovi arrivati ad insediarsi nelle case a loro assegnate o i residenti a gestire i problemi di manutenzione. Poche ricoprono posizioni manageriali, e quelle che lo fanno hanno ovvi problemi nel farsi rispettare. Ad onor del vero, nulla di tutto ciò è poi tanto diverso nella società occidentale, ma quello che forse caratterizza le donne lavoratrici d’Arabia è una cosa che manca a molte di “noi“, emancipate ma poi forse non così tanto.

Quelle che ci credono davvero, studiano e reclamano il loro sacrosanto diritto a diventare una persona di successo sono letteralmente le migliori. Devono combattere di più, e non si tirano indietro. Spesso lo si vede anche nelle ragazze giovani: ad una gara di corsa, un’adolescente di origini arabe, vestita all’Occidentale ma con il velo, aveva una scintilla negli occhi che tutte le altre – e gli altri – non ci si avvicinavano minimamente.

131223_r24416-1200In Arabia, la gran parte dei disoccupati sono donne, e molte di queste (almeno la metà), hanno una laurea. Di recente, le aziende locali stanno iniziando ad introdurre le quote rosa, anche spinti da una crescente richiesta e necessità di indipendenza femminile.

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