L’asse USA – Saudi tra privilegi e malesseri

Fin dagli albori delle scoperte petrolifere, i rapporti tra Stati Uniti e Saudi sono stati stretti, con diverse modalità più o meno convenzionali.
Gli Americani hanno letteralmente fondato il Paese arabo, contribuendo alle scoperte del petrolio e allo sviluppo di un’organizzazione statale vicina agli standard Occidentali, con alterne fortune.
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Con la nazionalizzazione della compagnia petrolifera di Stato, nonostante la società non annoveri più esclusivamente Statunitensi tra i suoi dipendenti, inevitabilmente questi continuano a godere di diritti speciali.
Gli Americani sono un popolo curioso: credono e pretendono vantaggi che gli sono quasi sempre dovuti, ma partono dalle motivazioni sbagliate. Hanno accesso al camp più grande, con più servizi e nella miglior location, ma avendo la memoria corta e un’allergia alla storia ne dimenticano il vero motivo –  i loro predecessori hanno trovato il petrolio saudita. Loro credono che sia esclusivamente perché sono Americani, come se il passaporto statunitense fosse una bacchetta magica.
1283418_770x443Spesso questo loro senso di superiorità li porta ad isolarsi tra loro: non proferiscono parola se non tra connazionali, organizzano eventi tra le mura delle loro case con selezione all’ingresso – manca solo un cartello “mostrare il passaporto please!“, fino al non uscire dal camp e vivere in una bolla credendo di stare in Texas.
L’elezione del nuovo presidente ha confermato questa loro inclinazione nazionalista: al di là della opinabile scelta del vincitore, molti hanno gioito, senza considerare l’ostilità della nuova amministrazione verso i Paesi musulmani – all’interno della loro casa con piscina hanno finito per dimenticarsi che l’Arabia Saudita non è un Paese musulmano, è IL Paese musulmano.
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Il principe ereditario Saud con il presidente Henry Truman alla Casa Bianca, 1947

Il re e vari altri principi arabi si sono congratulati con Trump per la sua vittoria, senza dimenticare di ricordargli dei buoni rapporti che intercorrono da sempre tra i due Stati: in passato, i presidenti americani in visita al Paese venivano ospitati all’interno di quel camp dove ora si barricano i cittadini statunitensi – con successo, il muro costruitogli intorno ben li separa da locali ostili(?). Sarà interessante vedere se gli interessi economici prevarranno sugli slogan elettorali.
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One thought on “L’asse USA – Saudi tra privilegi e malesseri

  1. Ottima analisi Valentina, ho vissuto negli Stati Uniti e nei paesi Medio Orientali, per diversi anni. Purtroppo l’arroganza e di conseguenza l’ignoranza creano paura e isolamento, ma la storia ci insegna che non esistono certezze…..

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