Fermi tutti, arriva il Re!

L’idea iniziale di questo post era di raccontare un’esperienza accaduta in un weekend lavorativo e di come avessi avuto l’impressione che i palazzi fossero tutto un brulicare di attivita’ di manutenzione, tinteggiatura e giardinaggio. Poi ho scoperto che il re veniva in visita ed allora tutto ha assunto un altro colore.

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Nei sei giorni precedenti la visita, dovuta all’inaugurazione di un bellissimo museo (almeno dal di fuori) si dice costato quanto il Burj Khalifa di Dubai, centinaia di addetti hanno svolto le seguenti attivita’: rifacimento dei segni stradali, installazione di bandiere dell’Arabia su ogni lampione palo ed angolo di cancellata, invio primo avviso che impone a tutti di sgomberare i parcheggi dei dipendenti per 24ore, creazione di una nuova aiuola ritagliata dal cemento, installazione di luci colorate di fronte ad ogni moschea, ritinteggiatura di tutti i muri esterni, invio secondo avviso che blocca l’accesso al camp da quasi tutti i cancelli d’ingresso durante il giorno della visita, sostituzione di tutta l’erba con altra erba ma piu’ verde, convocazione di tutte le testate giornalistiche dotate di modernissimi generatori a gasolio e parabole satellitari e tecnici audiovideo in appostamento almeno da 4 giorni, installazione di gigantografie del re, preparazione di un tappeto molto costoso per la parata, allestimento nell’atrio del palazzo principale di un confortevole salotto con sedie di vero oro e tavolo degustazione datteri, invio terzo avviso che informa che l’ospedale rimarra’ chiuso nel pomeriggio della visita, pulizia cardini delle porte di ingresso e rimozione di qualsiasi ostacolo sotto le stesse che possa creare motivo di inciampo per gli ospiti reali.


Immagino che alcuni lettori del blog (penso a quelli che vivono nei paesi scandinavi) abbiano assistito a qualche visita dei regnanti, ma sono sicuro che niente di tutto cio’ sia mai successo.

Per me e Valentina e’ stata occasione di una riflessione su come si sviluppano le dinamiche gerarchiche qui in Saudi, dove, ricordiamolo, tutto e’ forma. L’ossequio, prima di tutto, deve essere comunicato con rigore, senza sbavature ne’ tentennamenti. Tutto deve essere esclusivo, con solo una strettissima cerchia di persone che avra’ il piacere di essere in comunicazione diretta a gestione dell’evento. Poco importa poi se sul carrozzone si aggrapperanno all’ultimo i potenti locali di turno. Infine, improvvisamente tutto diventa efficiente: le cose si fanno e si finiscono nell’arco di poche ore, nessuno mette dei veti o si dilunga in discussioni che rallentano l’esecuzione dell’attivita’ preparatoria; ti giri un attimo e… bum! tutto e’ gia’ pronto ed allestito.

E subito il pensiero corre al sovrano benevolente, mentre una lacrima lenta scende sulla guancia al ricordo di quanti giorni fossero passati l’ultima volta chiedendo la sostituzione della cartuccia della stampante dell’ufficio.

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