L’Italia nella storia dell’oro nero

L’insediamento dei primi pionieri in terra d’Arabia è una storia parallela a quella “ufficiale”: il deserto è sempre stato un universo a parte, ma dagli anni ’40 ha iniziato ad intrecciare le sue vicissitudini con quelle del mondo occidentale.

L’Italia non fa eccezione: anche noi abbiamo incrociato le dune sabbiose della Penisola Araba, in diversi momenti e con diverse intensità.

Il 19 ottobre 1940 un bombardiere italiano ha erroneamente bombardato la provincia Orientale della’Arabia: fosse successo oggi, avrebbe preso in pieno la zona residenziale vicina agli uffici che ci ospitano ogni giorno. Sono morte 19 donne e 5 bambini. Questa sfortunata esperienza ha portato all’evacuazione delle famiglie rimaste, via aereo o via nave approdando in India. Al momento dell’attacco a Pearl Harbor (dicembre 1941) solo due donne erano rimaste, ed erano entrambe infermiere. Il periodo della Seconda Guerra Mondiale viene definito “il tempo dei cento uomini“, in riferimento ai pochi rimasti in terra araba.

bombeMa non verremo ricordati solo per aver fatto un gran casino. Nel 1944 le mura della mensa del camp principale sono state costruite grazie all’aiuto di manovalanza italiana in arrivo dall’Eritrea (ai tempi, ancora colonia del Bel Paese), a causa di una mancanza di lavoratori locali. La mensa è ancora in piedi e nei decenni si è molto ampliata per andare incontro al crescente numero di dipendenti – tutti sempre molto affamati.

dining-hallNel novembre del 1948 venne aperto anche una locale adibito a barbiere/ parrucchiere: uno dei primi parrucchieri è stato un italiano. L’attività era molto attesa e frequentata: fin dai primi mesi rimaneva aperto fino alle 8 di sera, e le donne lavoratrici erano autorizzate ad uscire prima dall’ufficio nel caso di feste programmate a cui partecipare: bisognava apparire al meglio.

Nei decenni a seguire, il rapporto tra Italia ed Arabia Saudita è stato più commerciale: abbiamo fornito materiale da costruzione, aerei, cibo. Negli ultimi anni è aumentato sensibilmente il numero di italiani che hanno deciso di trasferirsi in Arabia per lavorare, contribuendo ad esportare anche molte competenze.

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