Fauna del deserto parte III

Puntate precedenti:

Nonostante tra i due sia Valentina la piu’ orientata agli animali, quest’oggi tocca a me, il petroliere senza cuore, a narrarvi le gesta di due splendidi esemplari di animali del deserto. L’avevo anticipato due settimane fa: nel cuore dell’Empty Quarter, a pochi passi dal pianeta di Star Wars, ci siamo ritrovati a tu per tu per un’ora abbondante con due esemplari di cani saluki e quattro maestosi falchi.

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Partiamo dai primi: forse non tutti sanno che una delle razze di cane piu’ antiche ad essere allevate dall’uomo e’ proprio quella saluki. L’unica certezza e’ che il cane e’originario del medioriente, con diverse dispute su chi sia il reale detentore del “marchio”: chi dice che i primi allevamenti fossero in Iraq, chi in Persia (tant’e’ che si chiama anche Levriero Persiano), chi in Yemen (dalla citta’ di Saluq).

Al netto della citta’ di provenienza, quello su cui tutti concordano e’ che siano dei fenomenali corridori: se sfidati sulla terra battuta sono secondi solo ai levrieri (da cui hanno una chiara linea di discendenza diretta), ma e’ sulla sabbia del deserto che sono imbattibili, arrivando a velocita’ superiori a 60 Km/h. I motivi sono chiari anche ai meno esperti come me: dal fisico slanciato e leggero, hanno delle zampe quasi palmate che li permettono di galleggiare sulla sabbia e sprigionare tutta l’energia della falcata mentre corrono.

Abbiamo visto dal vivo la loro capacita’ di corsa e possiamo garantirlo: sono fenomenali! L’altra cosa che stupisce oltre al loro atleticismo e’ l’ossessione per la preda: una volta puntata, non staccano gli occhi di dosso e la rincorrono fino ad averla raggiunta. Si narra che fossero allevati dai nomadi per la caccia alle gazelle e alle volpi del deserto: grazie al loro stile di corsa piu’ efficiente, non importa la distanza, ma alla fine i cani raggiungevano le prede per sfinimento.

Ottimi corridori e cacciatori, la loro indole amichevole li rende pessimi animali da guarda: se un ladro entrasse in una casa abitata da un saluki, questi gli indicherebbe direttamente dove trovare la refurtiva!


Passiamo ai falchi. Anzitutto ero partito con un dubbio: come mai sono degli uccelli cosi’ comuni nelle tribu’ nomadi del deserto, quando da noi sono associati alla fauna montana? A pensarci bene, la risposta e’ semplice: come quasi tutti gli uccelli, anche i falchi migrano; nel periodo invernale e’ molto comune trovarli nei climi piu’ miti della penisola araba, dove venivano catturati ed ammaestrati per la caccia. Spesso poi scappavano durante l’estate e bisognava ricominciare la cattura e l’addestramento l’inverno seguente.

Negli anni piu’ recenti, i falchi sono a tutti gli onori diventati uno status symbol nei paesi del Golfo: per spostarsi viaggiano in first class, su un trespolo di fianco al padrone; costano anche decine di migliaia di euro e come i cani di razza hanno il pedigree e la discendenza.

Come i saluki, sono velocissimi: nella fase di discesa superano i 250 Km/h e la forza della velocita’ permette loro di piombare sulle prede e spezzare loro la schiena, garantendo un’uccisione halal. Prima di liberarli per l’addestramento di caccia (che viene eseguito facendo ruotare nell’aria una specie di animale impagliato pieno di piume mentre il falco si lancia alla sua cattura), viene inserito un rilevatore GPS, sia mai che il falco decida di andare a cacciare per i fatti suoi sparendo dalla vista del padrone (e per poco non ci e’ capitato di assistere alla fuga).

L’altro aspetto affascinante sono le diverse tecniche di picchiata: alcuni salgono molto in alto per una picchiata in verticale, altri invece si allontanano molto e picchiano ad una velocita’ incredibile, alcuni cercano di afferrare la preda ruotando di 90 gradi.

Dopo qualche volteggio adrenalinico, l’allenamento finisce. Il falco cattura il fantoccio impagliato, ritorna sul trespolo e gli viene servita una quaglia che divora quasi per intero, ingoiando tutto, ossa comprese. Nel frattempo, un addetto gli spruzza addosso dell’acqua, per imitare l’effetto del sangue della preda, che fa aumentare la soddisfazione della caccia (oltre a raffrescarlo dopo l’intensa attivita’). Insomma, altro che vampiri: anche il falco si gasa col sangue!

Volete sopravvivere nel deserto? Vi bastano tre compagni di avventure: un cammello, instancabile mezzo di trasporto; un falco, formidabile cacciatore dei cieli per le prede piccole; un cane saluki, fenomenale corridore per le prede piu’ grandi. Tre animali indispensabili per le tribu’ nomadi che attraversavano il deserto d’Arabia.

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