Pionieri d’Arabia: l’Eldorado nel deserto

Non sempre ciò che vien dopo è progresso” – Alessandro Manzoni

A vedere l’Arabia di oggi non si riesce a credere che in passato possa essere stata per gli Americani quella che è stata l’America per gli Europei: una terra di conquista e di speranza, dove trasferirsi per costruire un futuro migliore. Tanti veli neri, la mancanza di libertà, l’estremismo religioso, tutto condito da sabbia e caldo estremi non suonano come un grande affare.

Eppure le cose nei primi anni ’50 erano molto diverse. Anzi, completamente diverse. Grazie ad una amica del camp, ho scoperto un tesoro nascosto di fotografie e documenti raccolti dai Women’s group che si sono susseguiti negli ultimi 6 decenni e che sono testimonianze di un Paese molto lontano da quello che è oggi.

Da una parte, la fornitura di cibo era molto più problematica – frutta e verdura arrivava da Paesi più o meno vicini, via camion, in viaggi di diverse settimane che rovinavano irrimediabilmente il carico, ma la grade intraprendenza delle prime famiglie di pionieri trasferitesi in Arabia ha reso possibile l’ampliarsi della rete di fornimenti.

acquisti-al-suk-5460 anni fa Saudi era una landa piuttosto desolata che non aveva mai avuto contatti con il resto del Mondo civilizzato, ma il primo approccio con gli “alieni” d’Oltre Oceano è stato ingenuo e curioso: in molte occasioni le mogli emancipate dei lavoratori Americani entravano in contatto con i locali, vestendo tranquillamente all’Occidentale. Oggi, quelle stesse immagini vengono ritoccate per essere pubblicate ufficialmente, per coprire spalle e  vestiti leggermente scollati che fanno “scandalo” con decenni di ritardo.bahrain-trip-1954 Quello che non è cambiato invece è il ruolo dell’isola di Bahrain, ai tempi non collegata a Saudi tramite ponte – aperto a metà anni ’80. Ci si arrivava con le barche dei pescatori di perle oppure in aereo, ma sempre per lo stesso motivo: far festa! Dal programma della gita organizzata nel novembre 1954 è chiaro: meglio portarsi dei vestiti appropriati per il cocktail party del giovedì sera.

attivita-mensiliGli eventi sociali del camp erano anche più ricchi e intensi di quelli dei giorni nostri: sfide a chi portava il cappello più bello, sfilate di moda contemporanea, eventi internazionali – come il tea party a tema cinese. Tutto era documentato da donne volenterose che raccoglievano fotografie e creavano volantini e programmi mensili rigorosamente disegnati a mano.tea-party

Ma questo è solo l’antipasto: il meglio ve lo devo ancora raccontare.

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