Made in Saudi – e funzionante

L’Arabia è famosa per essere il primo produttore di petrolio al Mondo, e se siamo qui è grazie a questo. La società saudita che gestisce le risorse petrolifere del Paese è nata Americana, negli anni è stata nazionalizzata pur mantenendo una chiara impronta tipica di realtà degli USA: è opinione diffusa che questo aspetto tenga a galla il gigante dell’oro nero, preservandolo da eccessive ingerenze locali. Insomma, almeno tra gli espatriati non c’è grande fiducia verso la capacità imprenditoriale dei Sauditi, popolo che cura molto le apparenze e le relazioni, ma meno i contenuti.

Eppure, al di fuori del mondo petrolifero, ci sono alcuni esempi piuttosto illustri di società saudite al 100% che sanno il fatto loro. In questi anni, abbiamo imparato a conoscerne 3 – che non vi diranno nulla, ma la cui insegna luminosa scorta da lontano fa su di noi l’effetto  del miraggio dell’oasi sul beduino assetato:

  • Jarir bookstore: fondata a Riyad nel 1979, la catena di librerie e articoli da ufficio è ovunque nell’area del Golfo. Il suo fondatore ci aveva visto lungo, comprendendo la mancanza di offerta nel settore. Nel 2003 è stata quotata nella borsa locale, ma è soprattutto annoverato per essere uno dei negozi nel triangolo delle Bermuda dell’art and craft, meta di pellegrinaggi ricorrenti. In poche parole, santo subito!

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  • Saadeddin Pastry: fondata nel 1976, è una catena di pasticceria. Offre dolci principalmente di stampo arabo, ma la cheesecake ai mirtilli è un must intramontabile e imperdibile. Propone una formula killer della dieta: si possono acquistare anche singole fette delle torte, rendendo impossibile resistere alla tentazione con la scusa che “Tanto è solo una fetta!”. Certo, ma una fetta al giorno… Ha negozi in tutto il Paese, ma soprattutto ne ha aperto uno proprio fuori dal nostro villaggio – cosa che fanno in pochi, ma a quanto pare buoni.

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  • Bateel: last but not least. Nata ad inizio degli anni ’90 da un’oasi al centro dell’Arabia e dall’idea di un economista di origini afghane (!), è una catena di boutique di datteri! Hanno negozi in giro per il Mondo, ma ovviamente è in Medio Oriente che vengono maggiormente apprezzati. Di recente, il gruppo di Louis Vuitton ne ha acquistato una quota, per rendere l’idea del concept: tutto viene poi riposto in scatole raffinate di ogni genere, perfino di legno finemente intagliato. C’è chi storce il naso all’immagine di fare scorpacciata di datteri, ma qui ne vale davvero la pena. Con la scorza di limone candita, col cioccolato fondente, con le mandorle, ce n’è per tutti i gusti, anche per chi – come me – non ha mai apprezzato questo frutto zuccherino.

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Speriamo di avere occasione di allungare questa lista: intanto ci godiamo quel che offre il convento!

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2 pensieri su “Made in Saudi – e funzionante

  1. Silvana

    Se il prossimo anno siete ancora lì e io sono sopravvissuta al mio ULTIMO anno scolastico, vengo in Saudi e facciamo il pellegrinaggio Saadeddin Pastry e Jarir bookstore. E coccole super ai gatti. Miao!

  2. Pingback: Golosita’ proibite nascoste in biblioteca | Life on oil field

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