Chart of the week: la vida petrolera

La vida petrolera” e’ un’allegra definizione di un collega messicano della vita alimentata dai petrodollari, a lui i diritti di copyright!

A seguito del basso prezzo del petrolio, raccontavo la scorsa settimana come il taglio dei costi abbia impattato la quantità dei viaggi aziendali concessi durante l’anno (che comunque rimane meglio dei licenziamenti che si stanno verificando in molte altre aziende dell’oil and gas). In generale, oltre che l’azienda a risentirne è l’intero paese, drogato da un decennio di alti prezzi che l’hanno reso vulnerabile a qualsiasi repentino movimento al ribasso.

Ho provato a raccontare in quattro semplici grafici come il calo del petrolio abbia impattato la nostra vita quotidiana, che comunque rimane sempre assai confortevole.

Il confronto e’ tra il primo semestre 2015 e 2016:

  • In quel periodo, il prezzo del greggio e’ sceso da una media di 58 a 40 dollari al barile (-31%). Per un paese che esporta circa 7 milioni di barili al giorno, ogni dollaro in meno equivale a circa due miliardi e mezzo di ricavi all’anno.
  • Come risultato, dall’inizio del 2016 il governo ha aumentato i prezzi dei carburanti tra il 50 ed il 66%: la nostra spesa e’ aumentata di circa il 30% (pari ad un incremento di circa 90 euro). L’incremento di spesa e’ stato minore del rialzo perche’ ho iniziato a rifornirmi di benzina a 91 ottani anziche’ la piu’ costosa 95. C’e’ sempre da dire che i prezzi della benzina rimangono sempre ridicolmente bassi, circa 18 centesimi di euro al litro.
  • La voce spese generali (supermercato, -4%) non e’ stata particolarmente impattata dall’aumento dei prezzi, anche se in realta’ e’ frutto principalmente della dieta settimanale a base di yogurt e pomodori – immaginate che gioia! In altri paesi, come il Bahrain, sono stati ridotti molti sussidi su carne e verdura che rendevano il costo di questi beni tendenzialmente bassi.
  • Infine l’affitto (+10%): in parallelo con le spese per i carburanti il governo ha rivisto le tariffe di acqua ed elettricita’. Vivendo nel camp aziendale, dove non paghiamo la bolletta ma solo un contributo mensile in base alla dimensione della casa, l’incremento si e’ riflesso in aumento del canone mensile (che come ricordava un mio amico di New York, e’ paghi al suo  affitto orario per la sua casa a Manhattan).

Tutto sommato, l’aggiustamento saudita alla nuova realtà di vacche magre sta avvenendo progressivamente e senza troppi scossoni, almeno finché dura.

Ormai da 18 mesi monitoriamo le nostre spese quotidiane con una comoda app che mi permette di creare un sacco di bellissimi grafici ed analisi. Per chi fosse curioso, la trova qui.

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