Il segreto del successo – coppie e misfatti

Quando siamo arrivati in Arabia nel 2013, con noi molte altre coppie sono sbarcate nel deserto, insediandosi nelle casette vicino alla nostra. Insieme a loro abbiamo ripopolato un camp mezzo vuoto, dando nuova vita alla routine della piccola città in cui viviamo.Casa ABQ

Ormai ci conosciamo quasi tutti: sembra inevitabile finire per imbattersi in chi ha avuto il nostro stesso percorso tra le dune, e forse perfino prima –  pur separati da migliaia di chilometri, ignari cittadini di Paesi lontani ma accumunati dallo stesso destino. Ho sorriso molto all’ultima uscita di shopping con degli amici brasiliani nel vederli lottare per gli acquisti “artistici”, con la mia compare – per la quale ovviamente parteggiavo – difendere a spada tratta l’indifendibile inutilità di certe scelte in uno dei negozi di crafts più forniti. Ho rivisto me stessa, e Matteo: stesse passioni, stesse obiezioni, stesso finale – si compra tutto, ma che ve lo dico a fare.

Tra le diverse coppie sopravvissute con successo alla vita in Saudi ci sono stereotipi comuni. Come anticipato, c’è chi si dedica alle attività più creative, saltando da un negozio all’altro per trovare tutti i materiali, con sudore (in tutti i sensi) e dedizione, solitamente accompagnata da un marito quadrato, che fatica a comprendere la necessità di una vernice spray per colorare i fiori fatti con i rotoli della carta igienica, ma che poi si vanta del risultato con tutti gli amici. Che moglie creativa che ho!

IMG_4143Le coppie sportive sono le più incredibili: orientati al risultato, corrono con il cane tutte le sere, giocano a rugby 3 volte a settimana, arrampicata il lunedì e il mercoledì, in barca a vela nel weekend per il campionato di regata (che puntualmente vincono), spinning intenso ogni volta che si può e, se restasse un buco libero, qualche oretta di palestra non gliela toglie nessuno. Quando viaggiano, vanno a scalare le montagne o a fare rafting nelle acque più impervie. Vi starete chiedendo: ma quando trovano il tempo di lavorare? Di giorno, dilettanti!

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C’è poi il caso, come ovunque nel Mondo, di una inversione dei ruoli: i pantaloni li porta lei, moglie filo-femminista che, pur di lavorare ed avere la sua indipendenza, fa i salti mortali – e purtroppo non può che essere così, in Saudi. Non sa cucinare, guadagna poco ma fa sembrare il lavoro del marito un hobby alla stregua del quilting –  ma che in un anno non riesce neanche a finire un sottobicchiere. Utilità marginale del marito vicina allo zero.

Chi sta attenta alle spese fino al centesimo è quella con la vita più grama: conosce i prezzi degli spinaci in tutti i supermercati nel raggio di 100 km – e non esagero. È puntigliosa perché usa tutte le verdure per le sue ricette, ne sperimenta diverse ogni giorno, spadellando e condividendo le sue creazioni con i vicini di casa. È la gioia del marito, amante del mangiar sano, soprattutto se lo cucina lei – così è sicuro di cosa ci sia nel piatto.

Tra questi stereotipi, ci sono mille altre sfumature. Chi salva gli animali, chi è dentro tutti i gruppi possibili e immaginabili, chi si divide tra Saudi e il Paese d’origine. Ognuno ha trovato il suo modo di vivere e sopravvivere nel deserto.

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