I poteri immaginifici di “Darwin-Hood”

Darwin Hood.jpgCome spesso accade, l’idea del titolo di questo post ci e’ venuta in una delle tante chiacchierate in auto in giro per l’Arabia. I lunghi viaggi sigillati al fresco dell’aria condizionata sono sempre un’ottima occasione per parlare di cio’ che ci circonda e di estendere il ragionamento al paese intero.

E quando l’ennesimo aspirante Schumacher ci ha superato su due ruote mentre finiva l’ultimo livello di Plants vs Zombies (lui in realta’ tifava per gli zombie), si e’ materializzato davanti a noi un individuo che si aggira minaccioso tra le strade polverose della penisola: meta’ Robin Hood (che si sa, coi ricchi non ha un buon rapporto) e meta’ Charles Darwin (che ci ha insegnato la teoria dell’evoluzione e come Madre Natura seleziona la sopravvivenza della specie). Insomma: un supereroe che cerca di bilanciare l’elevatissimo tasso di natalita’ della popolazione saudita nei modi non convenzionali piu’ disparati.

Eccolo in azione in diverse ricorrenti occasioni:

  1. La corsa automobilista del venerdi sera, ore 19.00. Darwin-Hood ha il potere di  instillare il desiderio irrefrenabile di lanciare le Toyota Corolla del ’96 con ruote vecchie di 100mila chilometri a tutta velocita’. Alla guida, con in testa il migliore turbante svolazzante che oscura la vista, un novello Alberto Tomba che zig-zagando tra le corsie dell’autostrada, nella penombra del crepuscolo appena arrivato, riesce a fare un video del gruppo di amici in auto da inviare in diretta su Snapchat.
  2. L’irrefrenabile voglia di mangiarsi un panozzo. Trasformatosi in ristoratore, Darwin-Hood invita tutta la gioventu’ locale a saziarsi ai lauti banchetti unti di salse e oli combustibili del fast-food piu’ vicino, curandosi di eliminare ogni residuo vegetale dai panini colanti grasso e versando generose dosi di formaggio fuso sulle patatine fritte.
  3. Corsa sulle dune tra Quad, Gipponi e Cammelli. Durante il tempo libero, Darwin-Hood ha un solo passatempo: portare gruppi di giovani virgulti a divertirsi tra le dune del deserto, dove si improvvisano tentativi di salite delle dune piu’ impervie con mezzi piu’ o meno meccanici . E nel buio della notte, dove si intravedono solo i fari delle auto e delle moto tentare improbabili salti acrobatici, si possono scorgere – nel bel mezzo del rombare dei potenti motori alimentati dall’economica benzina saudita – altri coraggiosi esploratori a dorso di cammello tentare la stessa sorte, sulla stessa medesima duna. Peccato che il mezzo noi sia provvisto di luci di serie.
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