Incomprensioni linguistiche: quando anche l’inglese è arabo

Vi abbiamo già parlato in passato di quanto la lingua araba sia ostile: alfabeto diverso, scrittura diversa, pronuncia diversa. Non che ce ne fosse reale bisogno, l’arabo è la lingua “incomprensibile” per antonomasia, e l’esperienza diretta non ha potuto che confermarlo.

La lingua comune per gli expat resta l’inglese e la pratica giornaliera ci sta insegnando che anche in questo caso le cose sono meno lineari di quel che sembra. Soprassediamo sul fatto che, nonostante sia la modalità di comunicazione internazionale riconosciuta da quasi tutto il Mondo, resta pur sempre il tallone d’Achille dell’Italiano. A gesti andiamo alla grande, ma tra pronuncia e vocabolario rimaniamo tra le nazionalità più scarse – fanno peggio di noi probabilmente solo i Cinesi, come i nostri vicini di casa, che ci fanno sentire docenti di Oxford anche quando scambiamo solo le formalità dei saluti di tutti i giorni.

Come è ovvio che sia, ogni nazionalità ha la sua pronuncia particolare: gli Indiani, ex colonia inglese, parlano in modo fluente ma con un accento tutto loro al quale bisogna fare l’orecchio. I russi non sono fortissimi parlatori della lingua degli storici avversari della Guerra Fredda e con il loro accento creano sempre un’atmosfera da KGB, anche quando esprimono solo un’opinione sul meteo. I tedeschi invece se la cavano in genere alla grande, ma non passa inosservato il loro spirito germanico – se non dall’accento, almeno dai sandali con le calze.198ed21ed30e56aea9a4f849571222e5

Il vero scoglio resta però tutto interno ai Paesi anglofoni: i Sudafricani mischiano inglese e olandese, gli Australiani usano un sacco di slang da surfisti, gli Scozzesi hanno una lingua segreta che capiscono solo loro. Ma la faccenda che resta maggiormente in sospeso è la lotta British VS American. Sembra che parlino la stessa lingua, ma in realtà utilizzano molti termini diversi, spesso appositamente per dimostrare che “non sono uguali” – creando un po’ di confusione nella testa del non-madrelingua che non capisce. Non capisce perché i biscotti sono biscuits per gli Inglesi e cookies per gli Americani, le melanzane si chiamano aubergine in UK e eggplants negli States, i gamberetti possono essere prawns (UK) oppure shrimps (US), l’armadio wardrobe oppure closet, la benzina petrol o gasoline. I pants americani sono pantaloni, che gli inglesi chiamano invece trousers e usano pants per le mutande.britishvamerican

Ci si aspetta che loro, dall’alto dell’essere madrelingua – cosa della quale fanno spesso vanto e discriminazione verso chi non lo è, siano in grado di comprendere quello che dici sia che utilizzi una o l’altra dicitura, ma non capita di frequente. Quando abbiamo comprato il nostro stupendo golf cart, chiamando il venditore, ho passato 15 minuti a cercare di far capire la mia domanda “va a benzina o è elettrico?”. Chiedevo dell’americana gasoline ma parlavo con un British e lui non afferrava.

La mia autostima nel parlare l’inglese – che a quanto pare era americano – è caduta ai minimi storici in quella occasione, ma alla fine ho capito: l’alfabeto è lo stesso e non scrivono nel senso opposto, non ci sono suoni irriproducibili ne appare così ostile. Ma se dall’altra parte c’è un madrelingua vai sul sicuro: usa i gesti che sei Italiana e te la cavi alla grande!

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