Coming soon: cinema, film e consuetudini di censura

La mancanza assoluta di sale cinematografiche in Arabia Saudita è una di quelle peculiarità che rendo il Paese così malamente famigerato. Non sempre è stato cosí, anzi: fino agli anni ’70 i cinema erano piuttosto diffusi nel Paese e considerati distanti più che dalla morale islamica dalle tradizioni locali – quasi del tutto coincidenti con quelle beduine.

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Sci tech museum ad Al Khobar – Eastern Province
Con gli anni ’80 però la musica è cambiata: complici alcuni avvenimenti storici di forte impatto (su tutti, l’assedio della Grande Moschea della Mecca nel 1979), l’Arabia ha vissuto un revival delle dottrine islamiche più ortodosse ed intransigenti. Questo, oltre ad aver portato le donne a velarsi nuovamente il viso – per dirne una-, ha anche spinto le istituzioni a “bandire” i cinema, con la conseguente chiusura di tutte le sale del Paese. Ad oggi, l’unico pubblico e ufficialmente riconosciuto è un IMAX presente nel museo Sci-tech di Al Khobar, a due passi da noi: ovviamente proietta documentari scientifici e astronomici a scopi didattici, per cui per riuscire a vedere tutta la restante offerta del botteghino bisogna “emigrare” nei Paesi vicini.34_1_1

I cinema del Golfo offrono una lunga lista di film ma c’è comunque un trucco: la censura. Molte pellicole vengono tagliuzzate per evitare ai deboli cuori arabi di assistere a scene potenzialmente lussuriose –  d’altra parte, niente censura per combattimenti, uccisioni o spargimenti di sangue, quelli possono reggerli. Il caso più eclatante di censura che ci è capitato di vivere è stato il tentativo di guardarci “The wolf of Wall street”, con il finalmente Oscar Leo DiCaprio: nonostante gli oltre 40 minuti bruscamente eliminati, ci è parso chiaro che la trama fosse piuttosto spinta, ma a tutt’oggi vorremmo capire la storia del film, impossibile da seguire con tutte quelle modifiche. Per ora sembra che l’unica certezza siano i cartoni animati, per ora immuni ai tagli.

Se, da una parte, l’Arabia si distingue per una mancanza di strutture per guardare film, dall’altra è carente e proibizionista anche riguardo la produzione. Sono solo 5 i film girati su suolo Saudita (tutti da produzioni straniere), oltre che pochissimi gli attori e i registi con passaporto del Kingdom.SONY-WJOS-01_OnesheetJuly16_Layout 1

Nel 2012 è però successo il miracolo: è uscita “La biciclette verde” (titolo originale: “Wadjda”, dal nome della protagonista). Il film dipinge la vita di una madre con figlia femmina, Wadjda appunto, che si trova ad affrontare il secondo matrimonio del marito con un’altra donna che si spera gli dia un figlio maschio, e la ragazza che non riesce a comprendere la ragione di tutte le limitazioni alla vita delle donne nel Regno e desidera con tutta l’anima comprarsi una bella bicicletta verde, per poter girare come il suo migliore amico maschio – le donne in Arabia non possono usare la bicicletta.

Per girare il film pare che la regista (ebbene sì, per giunta donna!) sia stata chiusa nel furgone delle riprese comunicando con la troupe tramite walkie-talkie e di sicuro la vita non è stata facile: il film non è fortemente critico della realtà saudita, ma tratta temi sicuramente scottanti. Vale la pena di dargli una chance!

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Il 22 Aprile invece uscirá un film che parla dell’Arabia Saudita e che siamo curiosi di vedere, “A hologram for the King”, ovviamente il re in questione è quello di Saudi. Il protagonista principale è Tom Hanks, che interpreta un venditore che cerca di assicurarsi il ricco contratto per l’IT di una nuovissima città che verrà costruita dal nulla nel mezzo del deserto. Le riprese non hanno messo piede in Arabia, sono state girate tra il Marocco e l’Egitto ma già dal trailer ci sembra che raccontino con ironia la cultura araba: vi faremo sapere!

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2 pensieri su “Coming soon: cinema, film e consuetudini di censura

  1. Phil

    Devo essere sincero seguio un altro blog sul Regno ma anche questo non e’ per niente male. Seguo il calcio arabo e sono molto affascinato dall’Arabia. Vi chiedo se il film di Tom Hanks e’previsto anche in Italia. Saluti Phil

  2. Pingback: Golosita’ proibite nascoste in biblioteca | Life on oil field

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