Viaggio in auto tra tre continenti: l’integrazione siamo noi


Ogni giorno, per andare al lavoro, ho circa 50 minuti di strada da percorrere. Per rendere piu’ efficiente il tutto, ho deciso di guidare a rotazione e trascorrere il viaggio insieme ad altri tre colleghi che lavorano nel mio stesso palazzo. A turno, uno guida e gli altri dormono.

La compagine e’ cosi’ composta: un italiano, un azero, un indiano ed un pakistano di seconda generazione con passaporto britannico. Se questo, ad una prima letta, sembra il classico inizio di una barzelletta (o un racconto fantasy con elfi e nani, tipo Signore degli Anelli), aspettate a ridere: l’italiano e’ di religione cattolica, l’azero sarebbe sulla carta musulmano ma ha vissuto 15 anni a Praga e a Natale va a messa, l’indiano e’ induista e vegetariano, il pakistano e’ musulmano osservante. Da queste parti, nella comunita’ expat in cui vivo, funziona cosi.. un incredibile miscuglio di culture, religioni e geografie!

Di certo non tutto va liscio: col collega azero e’ impossibile pianificare qualunque cosa, lui vive alla giornata e di solito prende ferie con una mezz’ora buona di preavviso; il collega pakistano, da parte sua, si dimentica spesso di fare benzina e una volta siamo arrivati in una stazione di servizio che aveva meno di un litro di carburante rimanente; il collega indiano, per non essere da meno a stranezze, prima di mettersi alla guida adora spruzzarsi litri di profumo direttamente dentro l’abitacolo.

Ma con il rispetto, la pazienza e un po’ di flessibilita’ mentale, alla fine durante il viaggio ci facciamo un sacco di risate: parlando delle nostre citta’ e dei cibi, raccontandoci le nostre esperienze lavorative passate, prendendo in giro le stranezze del luogo in cui viviamo, raccontando a turno i viaggi di ciascuno nel paese dell’altro.

In questi tempi di lunghi dibattiti europei in tema di immigrazione, nel mio piccolo continuo a sognare un mondo in cui la diversita’ culturale, prima di ogni altro giudizio, sia vista come una ricchezza e non una minaccia. E fino ad oggi, il mio desiderio di conoscere il nuovo ed apprendere le diverse sensibilita’ culturali in giro per il mondo non ha fatto che crescere nel tempo. Attenzione: non si tratta di predicare il volemose bene piu’ banalotto, in cui il rispetto dell’altro viene prima dell’orgoglio della propria storia e cultura, ma una via in cui l’intelligenza e la curiosita’ vengono prima di tutto il resto.

Perche’ alla fine, quello che conta, e’ prendere tutto alla leggera: agli occhi degli altri, ognuno di noi ha il suo carico di stranezze e follie, che servono a colorare il mondo di tutte le sue sfumature.

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