Paradossi dell’altro mondo

Le certezze della vita sono sempre poche, ma una su tutte è parsa chiara fin dal primo istante in Arabia: siamo nella terra dei paradossi più esagerati.

Si tratta sempre di cose che finiscono per avvicinarsi all’inverosimile, ma che li vedi cosi di frequente che quasi ti ci abitui. Qualche esempio? Di seguito un elenco, non esaustivo, delle assurdità più vere ed incredibili del Regno, che escludono le leggende metropolitane che non possiamo garantire essere vere: quello che raccontiamo l’abbiamo visto coi nostri occhi, girando per le strade del Regno.

  1. Autovelox: come in tutto il resto del Mondo, sono posizionati strategicamente per cogliere le trasgressioni dei guidatori. Ma qui, per essere realisticamente integrati col territorio e non dare nell’occhio, sono posizionati dentro automobili vere e proprie parcheggiate nella corsia d’emergenza. Ovviamente, non si tratta di catorci mezzi scassati altrimenti inutilizzabili, ma di nuovissime Toyota Fortuner relegate a questo compito ingrato – e costosissimo.1003334_455216434576826_1223454381_n
  2. Come ogni Paese dalla burocrazia inefficiente, avere a che fare con le istituzioni è complicato – con l’aggravante della lingua. Tutti gli expat pregano giorno e notte di non avere necessità seria di contattare qualche ufficio pubblico. Questo vale quasi per tutto, tranne che se la suddetta Fortuner ti fotografa eccedere i limiti di velocità: non c’è problema, ti arriva un sms sul cellulare dopo pochi minuti dalla scatto che ti riassume gli estremi della multa, pagabile anche online o dal bancomat. Se applicassero la stessa efficienza a tutto il resto, Saudi sarebbe la versione advanced della Svizzera, con le dune al posto delle Alpi.
  3. L’eccesso di velocità ha vita così semplice probabilmente perché è molto diffuso: le auto sulla strada sfrecciano come matte come se fossero invincibili – e chiaramente non lo sono, essendo Saudi il posto al mondo col maggior numero di morti per incidenti stradali. Ci sono solo due cose che ridimensionano questa attitudine al Fast and Furious: la nebbia e la pioggia. Non sono eventi frequenti, ma per qualche decina di giorni all’anno si vedono anche nel deserto e sono una manna dal cielo per la sicurezza: accolti alla stregua di un messaggio divino, riescono a placare e spaventare gli animi arabi a sufficienza per farli rallentare, perfino in modo sproporzionato alla spavalderia con cui si aggirano di solito. In queste occasioni noi milanesi, abituati alla Pianura Padana, diventiamo i nuovi Sauditi: nebbia e pioggia le conosciamo benissimo e non ci spaventano, diventiamo i re della corsia di sorpasso!995909_451645958267207_385667525_n
  4. Nel Paese è severamente vietato mangiare il maiale e bere alcool, c’è la polizia religiosa che supervisiona l’osservanza dei precetti islamici nella vita quotidiana e le donne si velano completamente e di nero: non è raro sentire che i Saudi vadano fieri della loro ortodossia, e per alcuni di loro è probabilmente anche vero. Tutti gli altri li trovi in coda il giovedì sera al confine col Bahrain, pronti a festeggiare il weekend nel modo più Occidentale, e meno arabo, possibile. Il passaggio dei controlli doganali è spesso molto, molto lungo per via dell’affluenza di persone che vogliono attraversare il ponte, arrivando a bloccarsi in code disordinatissime anche per 3 o 4 ore. E lí il patriottismo vacilla.1012388_551696198262182_2146188003_n
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