2 anni di Arabia: nuovi punti di vista 

Trasferirsi in un Paese estero, lontano o vicino ma comunque diverso, penso crei dei timori e delle aspettative, sia che si tratti di Lugano che di Timbuktu. Così è successo a me con l’Arabia, mi ero fatta inevitabilmente la mia idea di come sarebbe stato vivere qui.

Per i primi mesi, tutti è stato un po’ offuscato dal trovarsi in un luogo completamente nuovo e pieno di stranezze, per cui la prima necessità era adattarsi, ambientarsi e cercare di trovare un equilibrio più o meno stabile. Superata questa fase, comincio a rendermi conto che quasi tutte quelle che erano le mie aspettative sono state disilluse, in positivo o in negativo: come accade per tutto, c’era un gap tra l’immagine della vita araba nella mia testa e la mia vita araba vera.

In occasione della ricorrenza dei 2 anni di esperienza saudita, ecco una selezione, non esaustiva ma simbolica, di quello che pensavo sarebbe stato meglio, peggio o che in fin dei conti me lo aspettavo così:

Cosa vuoi che sia? Gli aspetti dall’impatto negativo sottostimato.

Mettersi l’abaya cosa vuoi che costi? Bisogna rispettare la cultura e le convenzioni locali! Certo, ma dopo due estati passate a mettere e togliere il famigerato soprabito nero il mio approccio all’abaya è cambiato, radicalizzando in me l’incapacità di comprenderne quanto meno la necessità che sia nera. So di averlo scritto molte moltissime volte, ma finisco sempre li: il primo passo verso la civiltà sono certa che transiti dal colore dell’abaya. Voto all’esperienza della sauna rinforzata: 5. Vi assicuro che nessuno vorrebbe stare nelle mie vicinanze dopo una uscita d’agosto rovente con sacco acrilico nero addosso.

Rinunciare a prosciutto e vino cosa vuoi che costi? A questa domanda so rispondere in modo quantitativo: circa l’equivalente di 30 euro per una bottiglia di vino tipo Tavernello in Bahrain. Ad onor del vero, più che la mancanza specifica di maiale e succo d’uva alcolico è un problema di generale mancanza di buon cibo, di qualità. Sogno ricottine fresche, ciliegie succose, pane croccante, brioches ripiene di cose buone. L’assenza del vino la patisco in fase di preparazione dei miei piatti preferiti più che per la ciucca del weekend: che senso ha il risotto alla milanese senza vino bianco? Si può fare, ma il mondo ha un sapore diverso, che mi piace decisamente meno. Ad onor del vero, il cibo appagante non ci manca, ma è un po’ meno sano di quello che dovrebbe essere – eh sí, i chili avanzano imperterriti. Voto all’esperienza culinaria dei surgelati: 4. Ridatemi l’Esselunga!Food

Stare a contatto con persone straniere sai che ricchezza? Da una parte, mi aspettavo un’interazione coi locali che è oggettivamente impossibile: non ce n’è molta occasione perché ognuno sta a casa sua, ma pure ad uscirsene di casa non c’è volontà degli indigeni ad aprirsi. Per quanto riguarda gli altri expat, è sempre bello conoscere nuove culture e di certo non c’è la chiusura dei Saudi, ma temo di aver idealizzato troppo l’essere straniero: in fondo, ognuno a casa propria non lo è. La gente è strana ed umorale ad ogni latitudine: come si dice da noi, tutto il Mondo è paese, ma proprio sul serio. Magari con più chicken biryani e meno mozzarella di bufala, ma siamo tutti sulla stessa barca globale. Voto all’esperienza multiculturale: 7. Che non è male, ma mi aspettavo un 10 +.

Houston Houston potremmo avere un grosso problema! Gli aspetti dall’impatto meno traumatico del previsto.

Come posso sopravvivere a 60 gradi?! Mi pareva impossibile. È vero che c’è l’aria condizionata ovunque, ma se setti il forno a quella temperatura si cuociono delle meringhe favolose, ma io non voglio diventare una meringa! Dopo due anni posso affermare con fierezza che sono ancora un essere umano, e che anzi avrei sperato di asciugarmi un po’ beneficiando del clima del deserto, ma niente. E poi c’è sempre il sole: pensavo avrei potuto stancarmene, ma non è così. Si hanno poche certezze nella vita, e quella che la giornata sarà ampiamente soleggiata è un toccasana per l’umore. Voto al sole perenne: 9. Sarebbe un 10 se invece di 60 si fermasse a 45 gradi d’estate.

Sun in desert

Come si può vivere con la tempesta di sabbia? Mi immaginavo come un mix tra i beduini in mezzo al deserto, con la borraccia d’acqua prosciugata e le giornate in spiaggia, con la sabbia ovunque che pizzica. In fin dei conti è un’esperienza molto meno teatrale, non direi piacevole ma sostenibile. E soprattutto ce ne sono due o tre durante tutto l’anno: a livello di instabilità atmosferica, non ci si può proprio lamentare. Voto all’amica tempesta: 6. Se non ci fossi, quasi ci dimenticheremmo che viviamo nel deserto.dust-storm

Ma cosa faccio tutto il giorno? Non posso guidare, se trovo lavoro mi pagano anche meno che in Italia, sono nel mezzo del nulla dove perfino l’Ikea è sfornita. È tutto verissimo, ma con un po’ di tenacia e qualche interesse si ha il tempo per dedicarsi ad un’infinità di attività – per esperienza posso dire che se non si fa selezione sono anche fin troppe. La tenacia serve per riuscire a reperire tutti i materiali, ma DHL funziona piuttosto bene e in qualche negozio selezionato le cose si trovano. In generale il Paese è meno noioso di quanto mi aspettassi: col tempo, si scopre che ci sono luoghi nascosti e sconosciuti che sarebbe bello visitare, anche se alcuni sono un po’ troppo vicini a zone di guerra. Voto alle occasione che offre l’Arabia: 8. In Svizzera è tutto più facile e scontato, ma in fondo quando è tutto semplice c’è anche meno gusto nel fare le cose.

Ma la vera domanda da porsi a questo punto è: ne vale la pena? Si può vivere senza carbonara ma con gli occhiali da sole perenni? Meglio un bicchiere di lambrusco o un pomeriggio creativo? Credo basti questa immagine: quando penso a casa, penso all’Arabia.

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2 pensieri su “2 anni di Arabia: nuovi punti di vista 

  1. drusilladeserto

    Ciao! Vi ho appena scoperto tramite Aldo di Italiansinfuga.
    Sono a Riyadh da quasi 6 mesi dopo aver vissuto 4 anni in Kuwait. Concordo con tutto ciò che hai scritto, ne vale la pena, anche se a volte è veramente sfidante questo paese!
    In bocca al lupo per tutto!!!!

  2. Valentina

    Ciao Drusilla, grazie! Sappiamo che vivere a Riyadh è anche più sfidante, quanto meno perché la fuga in Paesi abaya-free è un po più macchinosa 😉 in bocca al lupo anche a te per questa nuova avventura!

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