Episodi di vita vissuta: festona mondana in Bahrain

Saudi Party

Quando si parla dei nostri interessi, credo che emerga con chiarezza da queste pagine che ci piace viaggiare, conoscere il diverso, giocare a giochi in scatola, magnare e fare sport. Proprio non rientra nelle nostre corde, invece, fare serata, andare in disco e stappare Don Perignon (laddove cio’ fosse permesso).

Per chi volesse venire a vivere in Saudi e fosse amante delle ultime cose elencate possiamo solo dargli un grosso abbraccio e fargli un bocca al lupo per la sopravvivenza.

A volte, tuttavia, capita di dover scendere a compromessi, specie quando un caro amico (saudita di cittadinanza, ma libanese di mentalita’) ti invita ad una serata in Bahrain per salutare la moglie in partenza per Chicago per un dottorato.

Apro una piccola parentesi: come forse sapete dai nostri vecchi post, il Bahrain per chi vive in Saudi e’ un’isola felice (anche nel senso geografico del termine) perche’ cio’ che e’ proibito dall’altra parte del mare e’ invece concesso nel piccolo Stato famoso per il gran premio. E’ li’ che si va per trovare pub, club e ristoranti che servono bevande alcoliche.

Consci dell’esclusivita’ dell’evento, ci attrezziamo di tutto punto: viaggio dall’hotel al locale esclusivamente in taxi, perche’ se si beve anche solo un sorso di birra poi non si puo’ guidare che c’e’ l’arresto; rispolveramento dall’armadio di un abito che dia una parvenza di gioventu’ bruciata; e santa, Santissima Pazienza.

Arrivati sul luogo, nella mondanissima Juffair (che in effetti e’ un’ottimo posto per trascorrere delle serate di sana normalita’, sorseggiando un vino rosso mentre si addenta una buona bistecca o si fa colazione a base di bacon croccante), ci accoglie un assordante rumore musicale misto a urla stonate tipo concerto di Gigi D’Alessio in un’osteria di Pozzuoli. Entriamo e troviamo al nostro tavolo il gruppo di amici e colleghi gia’ completamente bevuti che intonano canzoni di Pharrell Williams battendo mani, piedi e nasi sul tavolo. Nella penombra, expat e locali si mischiano in balli tribali (nel senso di selvaggi) senza alcun ordine ne’ logica.

Ci sediamo al tavolo, ordiniamo da bere e mangiare e cerchiamo di farci coinvolgere. A questo punto, si manifesta il Momento Apprendimento Culturale, quel piccolo episodio di vita quotidiana, apparentemente senza molto senso, che ti permette di concettualizzare un aspetto della cultura locale che ancora non avevi scoperto.

Che e’ la seguente: il rigoroso arabo, non appena puo’, beve come una spugna e si ubriaca dopo mezza pinta di birra e ci tiene a fartelo capire che e’ fuori come un balcone (a me ricorda una strofa di una canzone di un noto rapper milanese: “Bicchieri mezzi pieni di rimpianti/ E party ai piani alti/ Dove più sei c******e più hai bisogno di farlo sapere agli altri”). Il collega saudita, complice la centralita’ che lui e moglie hanno nel party, e’ completamente fuori: si lancia sulla pista senza alcun ritmo, con movenze scimmiesche (nel senso di animali), dopo pochi minuti torna a sedersi e, affranto, scoppia in pianti nostalgici per la partenza della moglie. La quale, nel frattempo, sta cantando una canzone di Mariah Carey (stonando tutte le note) anche lei in preda ai fumi dell’alcol. Una volta finito il pezzo, si accasciera’ a fianco del marito ed insieme piangeranno lacrime amare per la separazione imminente, per poi subito riprendersi e farsi trascinare da balli e canti. Ed il ciclo si ripete per un paio di ore.

Forse e’ il proibizionismo nella madre patria, forse e’ un’incapacita’ di sapersi disciplinare, ma vedere un party alcolico mediorentale a cui partecipano i locali e’ una piccola lezione di vita: nel corpo trentenni ma nel comportamento ancora adolescenti, spinti da pulsioni irragionevoli e una voglia insana di devastazione.

La ciliegina sulla torta della serata e’ stata una immaginifica performance di danza di un ragazzo (probabilmente bahrainita) in perfetti abiti locali (thobe e ghutra) che si e’ lanciato in un ballo inguinale con una sconosciuta occidentale concludendo le piroette con un tentativo di spogliarello e lancio della tovaglia a scacchi sulla pista – con la folla (noi compresi) in visibilio.

E a chi dice che in Saudi non ci si diverte, dopo stasera sa che si sbaglia di grosso!

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