Vamos a la playa: mare e spiagge versione KSA

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In Italia pensare al mare di questi tempi suona di certo fuori stagione, con il prossimo pensiero vacanziero fisso sull’apertura della stagione sciistica che tuttavia arriverà non prima di un paio di mesi. Qui in Saudi con la fine di settembre si torna a respirare e vivere all’aria aperta, con gradevoli temperature estive che oscillano tra i venti ed i trentacinque gradi fino alla fine di novembre. Io e Valentina non ci riteniamo dei bagnanti provetti e la nostra frequenza delle spiagge mediorientali è stata tutto sommato limitata, ma quanto abbiamo visto è sufficiente per trarne alcune interessanti conclusioni.

1. La tintarella col burqa va molto di moda: la convivenza con donne velate di tutto punto non è certo una novità di questi tempi, ma devo ammettere che in spiaggia l’effetto è davvero dirompente. Coperte da cima a piedi dai loro svolazzanti abiti neri, le donne saudite – specie se di profilo – tendono a confondersi con gli altrettanto voluttuosi ombrelloni da spiaggia, che tuttavia in Medioriente sono assai rari (v. successivo punto 5).

2. Garino con il Booster tra le onde: rara la pesca, inesistenti i famosi racchettoni nostrani, sconosciute le bocce. Il Saudita DOC impenna su moto d’acqua – un po’ l’equivalente del quad nel deserto – costruisce castelli di sabbia dalla struttura provvisoria e non disdegna le immersioni.

3. Gli expat si rifugiano nelle spiagge private. Dato il punto 1, immaginatevi per le donne occidentali l’imbarazzo di andare in spiaggia in bikini, che è rigorosamente vietato. Corrono in aiuto ai bagnanti più tenaci le spiagge private (hotel o aziendali) che offrono una necessaria atmosfera di normalità: sono i rifugi più ambiti dagli expat nella stagione marittima perché spesso garantiscono una necessaria segregazione che ogni tanto non fa male. Barche a vela, windsurf, grigliatozze e partite a calcio funzionano come in Europa.

4. Sapore di sale, sapore di mare. Non mi è ancora capitato di andare al Mar Morto, ma la salinità delle acque del Golfo, complice l’elevato caldo, è estrema. Ciò però non impedisce la diffusione di tante specie di pesci, che sono presenti in abbondanza. Racconti mitologici tra colleghi narrano di incontri con delfini, squali, balene e leoni marini. A me risulta che hamour e snapper siano le specie più diffuse.

5. Non esistono sdraio ed ombrellone. L’approccio alla vita di spiaggia, quello da letture di libri, settimana enigmistica, borsa frigo e svacco completo non è comune, ad eccezione delle piscine negli hotel. Chi va in spiaggia spesso trascorre buona parte del tempo sotto dei gazebo muniti di panche e tavoli, rigorosamente all’ombra. L’abbronzatura non va per la maggiore ed il sole oggettivamente è un tantino aggressivo.

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3 thoughts on “Vamos a la playa: mare e spiagge versione KSA

  1. 😂😂

    Eh già) a differenza nostra scuro non e bello per gli arabi)

    Ma ci sono “località” turistiche? Leggevo che sul Mar Rosso c’è ottima barriera corallina anche sul lato Saudi)

    Ciaooo

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