Maternità e dintorni

La questione femminile in Saudi passa inevitabilmente anche dal tema della maternità.

Dal lato degli indigeni, il ruolo della donna è praticamente solo quello dell’incubatrice di bambini: più sono, meglio è, tutto il resto è secondario. In Occidente è già impegnativo, sotto ogni aspetto, avere un solo figlio, due sono una sfida, tre iniziano a diventare proibitivi, quattro… quattro figli? Ma chi ci arriva?!

Le famiglie saudite non sono estranee ad arrivare alla doppia cifra, per cui 10 figli non sono nulla di scandaloso. Lo Stato corrisponde alla famiglia un assegno per ognuno di loro, per cui rappresentano quasi una fonte di guadagno, ma ciò non significa se ne prendano particolare cura: non pare essere affare loro, ma nonostante ciò anche l’idea della donna lavoratrice non le sfiora altrettanto – spero in futuro di avere sufficienti informazioni per descrivervi la giornata tipo di una donna Saudi, al momento è un mistero.

mamma_lavoro_famiglia

Dal punto di vista degli espatriati in terra araba, la situazione è meno lineare di quanto si possa credere. Chi ha quei famosi 4 o più figli è come se avesse firmato un contratto di esclusiva con Saudi. In nessun altro posto al Mondo si possono trovare aziende in grado di offrirsi di pagare per l’istruzione privata e prestigiosa di ogni figlio, per cui non c’è scampo: saranno bloccati qui per decenni.

La vita sociale e lavorativa delle madri expat funziona a modo tutto suo. Quasi nessuna ha grande interesse al trovarsi un lavoro, anche perché non è particolarmente incoraggiato: gli stipendi, al contrario di quelli maschili, sono quasi sempre bassissimi, tanto che spesso i lavori riservati all’universo femminile sono su base volontaria. Studi dimostrano che, a parità di posizione lavorative, le donne guadagnano meno: qui semplicemente non guadagnano, ma non credo che tutto questo vi sorprenda. Se poi si cerca lavoro al di fuori dei compound, l’ambiente è ancora più ostile, non potendo essere indipendenti negli spostamenti – si finisce per dover pagare più il driver che ti porta in ufficio di quanto non si guadagni col lavoro stesso.

Tutto questo clima avverso ha impatto anche sulle irriducibili. Quando due anni fa ho messo piede nel compound ricordo una nuova arrivata come me, fino a poco tempo prima medico in UK, che era monoconversazione: non poteva pensare di stare a casa a fare la casalinga. Oggi è presidente del gruppo delle donne e non credo abbia la minima intenzione di imbarcarsi nell’avventura del lavoro ospedaliero Saudita.

Casalinghe

Stare a casa a curare i figli e prodigarsi in lunghi caffè mattutini con le amiche è quindi la regola – il che raggiunge estremi impensabili con madri che non rivolgono la parola a chi non ha bambini, come se fosse un disonore. D’altra parte, succede l’opposto nel Vecchio Continente, per cui la maternità ti fa spesso perdere il treno lavorativo e le occasioni di uscire con gli amici senza figli – che poi, di solito, sono la maggioranza. Ad ognuno le sue esagerazioni.

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