Tutti pazzi per le foto

Mi chiedo spesso che senso abbiano gli autoscatti fatti in bagno o le serie infinite di gente che fa le boccacce, ma i Sauditi hanno superato di gran lunga tutti i miei limiti di comprensione in tema di fotografie con le loro strane fissazioni.

La società che ci ha fatto da sponsor per farci arrivare in Arabia, alle richieste di documentazione varia – tra il casellario giudiziale e il certificato di matrimonio tradotto in arabo, ha aggiunto la necessità di 24 foto formato tessera. Ad oggi ancora ci si chiede cosa se ne dovessero fare di 24 fototessere quando:

  • la foto sul permesso di soggiorno viene scattata all’aeroporto al primo ingresso, dopo un volo psicologicamente estenuante ed una coda di qualche ora (estenuante anche questa, ma fisicamente). La qualità dell’espressione è sempre pessima e, se questo non bastasse, ci vogliono settimane prima di scoprirla – e per scoprire che non si potrà mai più cambiare.
  • la foto sul badge aziendale, di contro, viene rinnovata ogni volta che si rinnova il badge – il primo temporaneo, sostituito da un definitivo. Ma in quel caso viene chiesta conferma che ci piaccia il risultato dello scatto: yuppi!

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Dal punto di vista non burocratico, anche qui spopola il selfie. Per gli expat, quello col cammello è un must. Gli Arabi sono invece attratti da sfondi che per gli Occidentali hanno del paradossale: sarebbero capaci di fotografarsi davanti al carretto dei dolci quando di fronte hanno la Torre Eiffel. C’è poi un’annosa questione riguardo le donne completamente velate: anche a loro piace un sacco farsi i selfie, ma bisogna ancora capire come poi possano riconoscersi, soprattutto in quelli di gruppo. Risulta poi ancora più strano pensare che, se una di queste foto venisse scelta per essere pubblicata su un qualche giornale locale, debba essere ricercata la donnina velata per farle firmare una liberatoria per la pubblicazione dell’immagine.

A woman wearing a niqab takes a 'selfie'

Sul tema fotografico, il Medio Oriente non è immune alla diffusione senza regole della reflex – come ormai ovunque nel Mondo, ce l’ha chiunque, anche le Saudi più velate. Non è raro che le più progressiste – ovvero quelle che non odiano in modo irreversibile le Occidentali – fermino delle expat per richiedere una foto in un angolo un po’ appartato per potersi togliere il velo: tra familiari e tra donne si può fare.

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