Gli sgami della nonna versione expat

Ogni grande azienda americana che si rispetti è un po’ come una mamma apprensiva, ti riempie di attenzioni a livelli che talvolta risultano sfiorare l’ossessione.

Ad esempio, nel nostro caso, il limite di velocità interno al villaggio raggiunge al massimo i 50 all’ora – ma più di frequente sono 30, quando poi fuori dalle mura la gente sfreccia come matti ad una media per difetto di 180 km/h.

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Altre volte invece più che una mamma pare la nonna che vuole dare consigli su come usare il computer al nipote, giovane nato con la RAM nel cervello, ma ricorda anche un po’ quei telegiornali che d’estate assillano sulla necessità di bere acqua e non stare sotto il sole a mezzogiorno. Ed ecco che arrivano quotidianamente mail aziendali, indirizzate ad adulti (nel caso vi venisse il dubbio), che ti ricordano di:

  • Non toccare i fornelli accesi: potresti scottarti
  • Fare un pisolino di 15 minuti, se hai sonno mentre guidi: accosta, oppure pensaci prima di partire
  • Usare taxi o autobus, se proprio il sonno non passa
  • Pensare prima di cliccare su un link, potrebbe essere pericoloso
  • Non divulgare le password
  • Fare attenzione agli shock elettrici: l’uomo è un gran conduttore di elettricità!
  • Chiamare la sicurezza se si sente odore di uova andate a male: è sicuro idrogeno solforato – quello delle terme, l’aveva detto la nonna che è pericoloso andare in certi posti
  • Andare piano, se piove – non si sa mai!

E via dicendo. Ogni tanto ci viene anche gentilmente offerto qualche video al limite del metafisico che cerca di far crescere – o almeno nascere – un senso di necessità di sicurezza sulle strade, con attori con turbante che poi ti sembra di averli visti sfrecciare in contromano bruciando un rosso al semaforo proprio dietro l’angolo. Ma nessun timore: aveva di certo la cintura allacciata, come da manuale.

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