Il forno italiano – pasta, pizza, premi e cotillon

Partecipare ad un evento di cucina internazionale è cosa ne’ semplice, ne’ di tutti i giorni. Per un italiano all’estero, per giunta, è anche un affare di Stato: siamo famosi per pasta, pizza e mandolino, il che significa che le prime due cose su tre sono cibo. E non vi sarà difficile da credere che, anche se fisicamente lontani dal nostro amato Paese, con il cuore, ma soprattutto con la panza, siamo sempre nello Stivale.

La task force italica presentava la seguente formazione: 2 milanesi doc con qualche sfumatura calabrese, 2 milanesi di provincia, una coppia brianzolo-portoghese (la nostra quota extracomunitaria 😉 ), 2 rappresentanti della Chieti bene, un padovano e 3 lavoratori minorili (qui lo sfruttamento è legale, non ce lo siamo fatti dire due volte).

Banchetto ok

Come detto, pasta e pizza non potevano mancare, ma la produzione ha previsto anche parmigiana di melanzane, bruschetta e tiramisù, e le quantità preventivate erano degne di un reggimento: del resto, quando si va a mangiare dalla nonna italiana, che ti trova deperito di default, non si fa certo la fame. Abbondanza! E se non bastasse, avevamo ulteriori scorte per l’evenienza che qualche “nipote” rimanesse senza un lauto piatto di qualcosa.

La nostra postazione, agghindata di corone d’aglio e peperoncino, e caratterizzata dall’originale forno a legna per la pizza, si stagliava elegante tra la miriade di colori delle altre nazioni. Fin da subito si era capito che il punto di forza era la pizza: e così, il nostro infaticabile pizzaiolo con cappello da chef e i suoi abili aiutanti non si sono fermati un secondo per oltre 4 ore. Un coro di “bizza! bizza!!” si poteva udire tra la folla che ci ha subito circondati ed ha apprezzato tutti i nostri piatti, mentre tutti gli altri italici lavoratori speravano che non andasse esaurito l’impasto che c’avevamo il gorgonzola in frigo per farcene qualcuna solo per noi a fine serata.

Forno ok

Sempre con quel sorriso che tanto ci caratterizza, abbiamo servito gente di tutti i colori che, pur vagando per ogni stand della fiera, alla fine approdava al nostro ed esclamava entusiasta: “ah, italiano bella pasta pizza mafia ciao!”. A fine serata, la premiazione locale ci ha classificati… quinti! Quinti?! Ma noi eravamo lí per vincere! Ci siamo salutati con una promessa: nel 2015 faremo meglio. E comunque con tanta soddisfazione, un po’ perché vediamo la corruzione ovunque – altrimenti per merito avremmo STRAvinto 😉 – ma soprattutto perché di pizza ne era rimasta giusto giusto qualcuna per saziarci dopo una intensa giornata di lavoro. Arrivederci al prossimo anno – e grazie al fantastico gruppi di Italians che ha reso possibile tutto questo.

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Un pensiero su “Il forno italiano – pasta, pizza, premi e cotillon

  1. Silvana

    Che soddisfazione sapere che anche all’estero per noi vige comunque la regolamammanonnaitaliana
    ” bisogna preparare da mangiare in modo che le eventuali carestie e pestilenze non ci trovino impreparate “!!! E quale gioia che non sia mancata la pasta per una pizza al gorgonzola….comunque attenti (è una minaccia):voi tornate durante le feste natalizie e dovrete rifarvi delle privazioni e dei patimenti subiti in terre lontane!!!Pora stella, sensa el risott….

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