Guest Post – In Arabia Saudita a tempo determinato

In cambio di 15 giorni all inclusive in Middle East, ho chiesto a mio fratello Daniele di raccontare la sua esperienza qui in Saudi, per aggiungere una voce diversa a queste pagine. Ecco il risultato!

Itinerario

C’è chi in Arabia ci vive e chi, invece, ci va in vacanza. Ebbene, faccio parte della seconda categoria. Al di là delle porte scorrevoli dell’aeroporto, oltre le lente procedure di immigration, si cela un mondo tutto da scoprire.

In un’estate italiana animata da piogge e temperature autunnali, prima dell’inizio delle lezioni universitarie, ho deciso di salutare per qualche giorno la Penisola e approdare sulle calde terre del Medio Oriente. Tra una visita a Doha in Qatar e il road trip sulle strade degli UAE e dell’Oman, ho vissuto una settimana di intenso saudi-relax. In bilico tra il deserto che circonda i conglomerati urbani e il verde curatissimo del camp, la routine giornaliera – non sempre quella di chi in Arabia di giorno lavora – è fatta di diverse ed interessanti attività.

Si possono però riassumere in pochi punti quelle che sono le peculiarità che saltano agli occhi di chi si trova catapultato per pochi giorni in un luogo ben lontano geograficamente e culturalmente da quello di origine.

  • Spostarsi da una città all’altra significa imbattersi in autostrade che tracciano il percorso in una vasta distesa di sabbia che per chilometri accompagna la vista su entrambi i lati della strada. Se di giorno la carreggiata è illuminata da un sole che splende nel cielo senza nube alcuna, nel tardo pomeriggio (che in Saudi dal punto di vista dell’illuminazione equivale a notte fonda) le strade si trasformano in linee rette dal colore giallastro dei lampioni, affiancate da un profondo buio ogni tanto interrotto dalle luci degli impianti o delle città all’orizzonte. Tutto cambia quando mano a mano che si procede verso l’interno anche l’illuminazione stradale viene meno lasciando spazio al bianco e al rosso dei fanali che si avvicinano e allontanano.
  • Siamo abituati alle verdeggianti colline della Toscana e alle catene montuose delle Alpi, ma posso assicurare che il deserto porta con sé un fascino unico. Intraprendere un viaggio on the road permette di osservare i diversi colori, le dune e le differenti tipologie di sabbia che si estendono all’infinito.

Deserto RAK

  • Lontani da un’idea di turismo, elemento chiave per città vicine quali Doha e Dubai, l’Arabia Saudita – per lo meno nella zona interessata – non si contraddistingue per enormi grattacieli e palazzi appariscenti, ormai diventati lo stereotipo di un Medio Oriente in continua crescita e sviluppo.
  • Fa caldo (e anche parecchio!) ma, lo si dice spesso, non è come da noi. Ci si accorge facilmente della differenza che c’è tra la percezione del caldo di chi ormai ha affrontato un’estate da 50 gradi e più e chi invece arriva dalle piogge e dal freddo di questa estate lombarda. Posso però assicurare quanto sia peggio sopportare 30° con il 100% di umidità di Muscat o Dubai, rispetto ai 45° secchi del deserto saudita.
  • La segnaletica stradale sottolinea la forte presenza di expat nella zona: i cartelli sono tradotti in inglese in maniera arbitraria e fa ridere come la trascrizione di stessi paesi differisca da un cartello all’altro. Mano a mano che si procede nell’entroterra, però, le traduzioni vengono meno e risulta indispensabile il navigatore!

Cartello

  • La guida – si sa – è piuttosto sportiva. Ma il premio per attraversamento pedonale in autostrada non è a mio parere vinto dai sauditi, bensì dai cittadini dell’Oman che fanno di ciò una competizione nazionale.
  • Il clima che si respira nel compound si può dire di vacanza. Le varie attività che sono offerte rendono vivo un posto che al di fuori degli orari lavorativi accoglie adulti e bambini all’interno delle sue facilities. La multiculturalità la fa da padrone e rende interessante ammirare i lineamenti e le diverse lingue passeggiando – o sfrecciando col golf-kart! – tra le strade del camp.

Il riecheggiare della voce del muezzin accompagna la giornata e l’improvvisa mancanza mi ha fatto comprendere che ero ormai sul volo di ritorno. Alla prossima, Saudi!

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