E’ arrivato Ramadan

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Non e’ un mostriciattolo che spaventa i bambini (del tipo se fai il cattivo arriva Ramadan), ne’ un nuovo tipo di arma molto rumorosa (bam bam ramadan!). Bensi’, come tutti sanno, e’ il mese sacro della religione musulmana, quello col digiuno (incluso il bere) dall’alba al tramonto. E’ iniziato ormai da 10 giorni e sto imparando un sacco di cose che cerchero’ di raccontare nelle prossime righe.

1. La routine della giornata cambia per tutti, anche perche’ i musulmani lavorano part-time fino all’una di pomeriggio, ciascuno con una strategia ben precisa. 

Ne ho contate almeno tre diverse:

  • Il gattopardista (tutto cambia per rimanere uguale): cerca di mantenere le stesse abitudini di sempre, alzandosi e andando a letto al solito orario. La grande differenza e’ quella di alzarsi per la prima preghiera del mattino (qui in Saudi e’ intorno alle 3), fare una colazione abbondante e tornare a letto. Nel pomeriggio si trascina fino alle 18.30 quando arriva iftar (non e’ un virus pestilente, ma il momento al tramonto in cui si rompe il digiuno).
  • Il mundial (divano, birretta analcolica e abboffo libero): la fortuna ha voluto che i mondiali (notturni) di calcio coincidessero col Ramadan, creando il perfetto disincentivo ad andare a dormire. Il mundial rimane sveglio fino all’ultima partita della giornata, intorno alle 3, dorme giusto tre ore, si trascina in ufficio dove va in catalessi fino all’una, torna a casa, dorme fino ad iftar e vive la notte come se non ci fosse un domani. L’hanno visto per strada disperato nei giorni di pausa delle partite di calcio.
  • Il quandoposso (mangia prega dormi): lui si accontenta di dormire quando si puo’, in tutte le occasioni che gli si presentano. In ufficio e’ tutto sommato brillante, per il resto ogni occasione e’ buona per fare una delle tre cose concesse al momento. Se puo’ mangia, quando deve prega, per tutto il resto dorme.

2. Il deserto arriva anche in citta’.  Negozi, ristoranti, bar, Ikea.. tutto chiuso. Illegale tenere aperto un posto che serve il cibo prima di sera, improbabile trovare un luogo aperto di giorno – a parte qualche centro commerciale che lavora qualche ora nel pomeriggio prima di chiudere dalle 17 alle 21.

3. I pazzi con l’auto di moltiplicano. Se gia’ l’Arabia Saudita ha il triste primato di essere il paese al mondo piu’ mortale sulle strade, a Ramadan il rischio si moltiplica per due o tre. Specie il tardo pomeriggio, quando i musulmani sentono la fatica della giornata senza cibo ne’ acqua e cercano di guidare il piu’ veloce possibile per arrivare a casa.

4. Per gli expat la vita nel Kingdom diventa una noia mortale. Finora siamo stati molto positivi sulla nostra esperienza qui in Saudi, qualcuno direbbe anche troppo. Se c’e’ una cosa che al momento mi sta logorando e’ proprio la quotidianita’ del Ramandan: in ufficio non si puo’ bere, mangiare ne’ masticare una gomma di fronte ai colleghi musulmani, tutti i bar o ristoranti sono chiusi eccetto una mensa distante diversi minuti a piedi nella calura estiva. Usciti dall’ufficio, l’unico passatempo si trova nella piscina o nella palestra del compound – altro non c’e’. Nei weekend, gli ottimi brunch e ristoranti del salva-la-vita-Bahrain sono chiusi e a parte tentare la via dei costosi club privati ancora una volta l’unica alternativa e’ rifugiarsi a casa. Qui si contano i giorni che mancano alle vacanze in Italia (pochi).

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3 thoughts on “E’ arrivato Ramadan

  1. Nota positiva: niente brunch, niente colesterolo(troppe uova), niente diabete (sciroppo d’acero), dieta sana e sauna costante. Meglio di così se more….

  2. Pingback: E’ arrivato Ramadan (versione 2015) | Life on oil field

  3. Pingback: E’ arrivato Ramadan (versione 2016) | Life on oil field

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