Mondi al contrario: il senso del dono parte seconda

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Oil barrel gift

L’incontro con la cultura araba nel 2008 ed il dono di Karima mi avevano spiazzato, perche’ era proprio il contrario di quello che di solito si fa da noi. Mettiamo ora il fast-forward al nastro e trasferiamoci nel 2014. 

Inutile dire che le cose sono cambiate: Karima e’ ritornata nella sua Algeria, Valentina e’ diventata la mia ex fidanzata – detta anche “moglie”, e (piccolo particolare) viviamo nel deserto. Con il mondo arabo tutto intorno a noi.

Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di visitare un impianto dell’azienda per cui lavoro, in uno di quegli eventi che chiamano field trip. Lascero’ da parte le mie emozioni di fronte a ferro e valvole – di cui capisco poco in realta’ – ma sappiate che l’impianto e’ impressive (oltre che progettato e costruito da un’azienda italiana); il punto e’ un altro. 

Ad accompagnarci durante la visita, durata diverse ore, c’erano i ragazzi che lavorano all’impianto, ognuno con il proprio piccolo pezzo di orgoglio da raccontare. In un mondo cosi’ disorganizzato come Saudi, sono rimasto colpito dal ritmo (quasi, eh) svizzero: tabella di marcia dettagliata e rispettata, bottiglia d’acqua ad aspettarci nel pullman ogni volta uscivamo all’aperto, caschi e oggetti protettivi numerati e personali. 

Al termine del pranzo, il mondo al contrario si ripresenta: dopo avergli rotto le scatole per tutto il giorno, gli addetti dell’impianto hanno pure qualcosa da regalarci! E questa volta i doni sono due: una foto ricordo (scattata ad inizio giornata) e – rullino i tamburi – un soprammobile con un campione di petrolio-che-sognavo-da-sempre-mammamia! Come se non bastasse, al dirigente che guidava la nostra delegazione hanno regalato un modellino quasi funzionante dell’impianto che sara’ pesato 20 chili.

Mentre un flashback mi riportava ai datteri e a Karima, la voce del responsabile dell’impianto mi dava la chiave di lettura di tutta questa ormai lunga storia: “Ricordatevi dei nostri regali, e ditelo a quegli altri (citando un altro impianto) che i nostri sono piu’ belli!”

Ecco il senso del dono in Arabia, che arriva da lontano e che ben si sposa con la cultura beduina (e forse con quella degli Indiani d’America): ricevere un regalo, che non e’ un “pensiero” come da noi, ma uno “strumento”, ci racconta due storie. 

  • Identifica lo status symbol della persona che lo consegna, e tanto piu’ e’ prezioso e personalizzato, piu’ accresce la reputazione e l’orgoglio di chi lo dona. Noi abbiamo l’iPhone e la Mercedes? Loro consegnano regali preziosi.
  • Segnala il ricordo della visita, inteso come “guarda che devi ricordarti che sei stato da me, io di certo non me lo scordo!”, per preparare il terreno ad un eventuale contraccambio.

In un mondo molto lontano e ancora tradizionalista, l’atto del dono ci ricorda che gli arabi hanno una raffinatezza nella gestione della relazioni che non e’ seconda a nessuno. Mi porto a casa l’ennesima lezione.

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2 thoughts on “Mondi al contrario: il senso del dono parte seconda

  1. ho ricevuto un dono bellissimo da un saudita e credo rientri in quello che hai raccontato in questo articolo, io ho ricevuto una cintura d’argento stupenda.

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