L’apparenza inganna: stereotipi dal Mondo

Non bisogna mai fermarsi alle apparenze, si sa. Sarà capitato a tutti di notare che spesso il primo approccio superficiale non sia per forza indicativo e, anzi, conoscendosi si cambia velocemente idea.

La chance di incontrare persone di tante nazionalità diverse porta a scoprire stereotipi o a scoprirsi, in qualche modo, razzisti. Ci è capitato di incontrare un ragazzo di uno di quei Paesi del Caucaso di cui pochi al mondo conoscono l’esistenza (stereotipo n. 1) e di aver pensato che fosse:

  • una specie di camionista piuttosto rozzo (stereotipo n. 2)
  • un po’ taglia gole (stereotipo n. 3)
  • decisamente losco (stereotipo n. 4: i filorussi sono loschi by definition, sempre sul filo del sembrare spie del KGB – stereotipo n. 5).

Insomma, sarà anche vero che l’abito non fa il monaco, ma non gli avrei dato un centesimo. Neanche a dirlo, è una persona deliziosa, intelligente e molto, molto spiritosa. Magari mi taglierà davvero la gola mentre è in missione per il KGB, ma al momento credo di non rappresentare un concreto pericolo per i Russi (stereotipo n. … ho perfino perso il conto!).

Bollywood

E che dire degli indiani? Anzitutto, che vengano dal Pakistan, dal Bangladesh, dal Nepal o dal Buthan, poco importa che tecnicamente nonsiano indiani: ci basta vedere abiti colorati in stile Bollywood (ricominciamo il conto: stereotipo n. 1) per catalogarli come indiani (stereotipo n. 2: l’India è un grande, ma molto grande subcontinente). A riguardo, particolarmente radicato qui in Saudi è lo stereotipo n. 3: tutti questi “indiani” sono proprio quegli omini vestiti di blu che fanno i lavori più umili e faticosi, e che non sanno una parola di inglese. Il nostro indiano (che poi viene dal Bangladesh, ma è uguale!) che ci fa da giardiniere ci mette del suo nel coltivare in noi questa credenza per cui sono tutti piuttosto ignoranti.

Se non fosse che il vicino di casa, indiano pure lui (o giu di li’, fa lo stesso), sia una delle persone più colte mai incontrate nella vita, con una cultura impressionante che ci ha lasciati basiti. Immaginatevi le nostre facce mentre ci spiegava come, secondo lui, ci sia un parallelismo tra la Roma di Cesare e Saudi di oggi. Sarà stata una faccia di due che vengono dalla Francia: o giu’ di li, tanto è uguale (non vi pare?).

goodwifeguide

Per non parlare della sciuretta che si siede accanto a noi al corso di arabo. Di mezza eta’, coi capelli argentei e il golfino color carta da zucchero, sempre accompagnata dal marito. Vai tu a scoprire che, prima di tutto, è lei tra i due che lavora qui. Ma fosse solo questo: e’ il chief operating officer – sostanzialmente il numero due – della rete di ospedali aziendali, proveniente da un prestigiosissimo istituto di ricerca. E io che la pensavo dividersi tra fornelli e aspirapolvere: ammetto di vergognarmi di me stessa.

Pare superfluo ricordarvi quanti e quali siano gli stereotipi sugli italiani, quindi non aprirò nemmeno una parentesi. Vi basti sapere che noi ce la mettiamo davvero tutta per apparire il meno mafiosi, mammoni, ritardatari e rumorosi possibile. Detto ciò, temo comunque sia complicato sfatare dei pregiudizi che hanno forti fondamenti di verità, ma d’altro canto ne riceviamo anche apprezzamento. Non passa giorno che non ci propongano di aprire un ristorante, come se fosse una cosa facile: del resto dovremmo essere abituati a cucinare per le nostre numerose e affamate famiglie!

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2 thoughts on “L’apparenza inganna: stereotipi dal Mondo

  1. Ragazzi ci avete dipinto un vero caleifoscopio umano! Penso che arrivati a sera non vi manchino mai argomenti di conversazione… Certo anche qui in Italia non mancano mai, ma come dire, sono un pó ripetitivi: tangenti x l’expo, pil che torna a scendere, il salvataggio alitalia… 🙂

  2. Bhè, guarda noi: mooper sembra una diligente dipendente statale ma è una trasgressiva caciarona, Fooper che pare la principessa sul pisello mangia cose da camionista ( pasta aio oio aho! aho! pizza aio e aio aho! aho!…)pooper che si atteggia a povero cassintegrato, è uno spericolato ciclista. I luoghi comuni son duri a morire…Pooper non è d’accordo….

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