Paese che vai, frutta (importata) che trovi

Se lo chiamano Medio Oriente, un buon motivo c’e’. Il fatto di trovarsi a meta’ strada tra l’Occidente storico e l’Antico Far East e’, quantomeno geograficamente, piuttosto corretto.

Spesso pero’ ci si dimentica questo aspetto e pare assurdo che una terra sorta tra imperi millenari, grandi reami e dinastie storiche sia così arida, in tutti i sensi.

Il senso agricolo del termine poi, implica che il panorama di frutta e verdura locale sia piuttosto scarso, annoverando quasi esclusivamente datteri (ci risulta che l’Arabia Saudita sia uno dei maggiori produttori mondiali, seconda solo al vicino Iran).

D’altra parte, pero’, questa influenza che attinge un po’ ad est e un po’ ad ovest risulta chiara almeno al supermercato. Di fianco a rassicuranti mele e conosciuti limoni si trovano frutti dalle forme stravaganti e dai nomi improbabili che arrivano più o meno chiaramente dai Paesi orientali.

L’aspetto che fa più sorridere e’ che quelli che per noi sono i suddetti frutti astrusi, rappresentano la normalità per altri, e si finisce per ritrovarsi al banco veggie discutendo con qualche indonesiana su che-diavolo-e’ un affare pieno di aculei e, soprattutto, su come si faccia a mangiarlo. Devo dire che quello che mi manca da sapere e’ se, in Indonesia, appaiano astruse le mele.

Fruits

Presi dalla sfida, abbiamo affrontato finalmente i mostri vegetali e ne abbiamo assaggiati alcuni, che di seguito riportiamo in ordine decrescente di normalita’:

Dragon fruit

  • Dragon fruit: a discapito del suo colore tendente al fosforescente, all’interno ha la consistenza e il sapore del melone. Ne avevamo provato in passato uno con la polpa viola: neanche a dirlo, e’ un colorante eccezionale e in un secondo ci siamo ritrovati la lingua dello stesso fucsia della buccia (ma niente testimonianza fotografica!).
  • Guava: ha la consistenza della pera, ma un sapore più dolce e meno farinoso. A breve tenterò la strada della marmellata.
  • Granadilla: assomiglia ad una arancia, ma pesa 1/10. L’interno e’ pieno di semini, che sono quello che si mangia del frutto. Ad onor del vero, viene dal Venezuela: del resto il Medio Oriente e’ a meta’ tra il Sud America e la Russia 😉
  • Rambutan: lui vince il premio simpatia. E’ un frutto coi capelli, ma all’interno ha la forma e il sapore del litchee.

Kiwano e mangostan

  • Kiwano: il melone cornuto. Presenta, in effetti, dei cornini simpatici (?) sull’esterno, mentre tolta la buccia e’ un casino mangiarlo perche’ e’ quasi liquido avendo una polpa gelatinosa con un vago sapore di cetriolo, e semini (miliardi) che invece ricordano il kiwi. Lo so: non e’ che la combo cetriolo-kiwi sia proprio invitante…
  • Mangostano: il mio preferito, di gran lunga. Ha un aspetto piuttosto anonimo, ma una volta tolta la buccia spessa si presenta come un insieme di spicchi bianchi morbidi, con un sapore dolce con una sfumatura che personalmente mi ricordava un po’ la rosa.
  • Durian (altrimenti detto “coso con gli aculei”): e’ un’arma. La scorza e’ di un legno duro che con fatica si rompe, mentre all’interno e’ diviso in sorte di spicchi – sempre legnosi – che circondano una polpa morbida dal vago aroma di vinavil. Pardon: colla vinilica.

Open fruits

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7 pensieri su “Paese che vai, frutta (importata) che trovi

  1. Marco

    No, vebbè mi è venuta voglia di mangiarmi il dragon fruit che neanche ti immagini! 🙂
    Premio bellezza peró al kiwano, molto piú bello di un orchidea! Ps: ma albicocche e pesce si trovano? X me solo con quelle si sancisce l’estate!

    1. Valentina

      Purtroppo non ce n’e’, almeno non nel nostro compound che eppure e’ discretamente fornito: si trovano molti più frutti orientali che non europei. Abbiamo mele, limoni, uva di ogni tipo, qualche arancia, banane, a volte fragole e frutti di bosco (ma se mancano ci sono sempre quelli surgelati – davvero terribili). Al momento l’arrivo dell’estate e’ stato messo ben in chiaro dai 50 gradi raggiunti una decina di giorni fa (ma siamo sulle montagne russe, la temperatura e’ scesa di nuovo sui 35/40): ci teniamo le albicocche per il prossimo rientro in Italia, e le aggiungiamo all’elenco del cibo di cui sentiamo la mancanza 🙂

  2. polena (fu)

    il durian nella foto è piuttosto “vecchio”.. non vi ha colpito l’odore terribile che emana?
    E’ il frutto simbolo della malesia, mangiarlo lì è una sorta di prova di coraggio a cui viene sottoposto l’impavido forestiero.
    La raccomandazione principale che veniva fatta ai chioschetti era di non accompagnarlo con alcol (neanche una birra leggera) perchè fermenta a lungo e il connubio con questo diventa letale.
    Ma non è un rischio che correte 😉

    1. Valentina

      Abbiamo letto che avrebbe dovuto avere un odore forte, che lo rende vietato sui mezzi pubblici in Malesia, ma in questo caso non si sentiva proprio nulla… la sensazione che i frutti siano tutti comunque un po’ distanti dall’originale per via dell’importazione e’ sempre molto forte, ma mentre su quelli che conosciamo bene ce ne rendiamo perfettamente conto, su quelli che non avevamo mai provato non avevamo termini di paragone! Aggiorneremo il post quando avremo occasione di passare in Malesia (speriamo presto!) 🙂

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