La Dubai de no’ altri – trip to Riyadh

Quando abbiamo iniziato a dare notizia del nostro trasferimento in Saudi, l’aspetto che pareva maggiormente risaputo era che saremmo andati a vivere in quell’angolo di mondo con tutti quei grattacieli avveniristici che risponde alla capitale Dubai.

Sinceramente, nemmeno noi eravamo pienamente consci della geografia del Medio Oriente, ma sapevamo da subito che no, non saremmo andati a Dubai. Per altro, non esiste nessun Paese che ha come capitale Dubai, quindi e’ presto detto che la capitale dell’Arabia Saudita e’ un’altra.

Si tratta della leggermente meno famosa Riyadh, che ha giusto un paio di diversità rispetto ai fastosi Emirati Arabi.

Innanzitutto si trova letteralmente nel mezzo del deserto, e sorge in corrispondenza di un’oasi molto rigogliosa, su un altopiano a 600m sul livello del mare. Ha un’estensione in larghezza davvero impressionante (Wikipedia giunge in aiuto e ci dice che si tratta di un’area di 1.200 km2), non a caso ha una popolazione di oltre 6 milioni di persone, in continua crescita.

Desert in RiyadhPer arrivare alla citta’, abbiamo attraversato per circa 300km un deserto vastissimo e quasi per niente monotono: sempre di sabbia si tratta, ma cambia diverse gradazioni di colore (dal bianco al rosso, quasi marrone) e di conformazione, passando da distese piane a dune di ogni altezza, punteggiate di sparute oasi e cammelli trotterellanti, ma anche di cartelli stradali inquietanti tipo: “Attenzione, tempeste di sabbia”.

FosterL’arrivo a Riyadh viene anticipato in lontananza da un paio di grattacieli che si scorgono all’orizzonte, e in effetti sono giusto due i palazzoni un po’ avveniristici che caratterizzano la citta’: il Kingdom Center e l’Al Faisaliyah Center, progettato dal buon Norman Foster (personalmente, il mio preferito della citta’, ma anche detto, in questo caso, il meno peggio).

Kingdom CenterOvviamente, dentro questi due grattacieli trovano ospitalità altrettanti centri commerciali, vero marchio di fabbrica del Paese saudita. Tra i due, l’edificio più alto e’ il Kingdom Center ed e possibile arrivare in cima e passeggiare su quel ponte che, nella foto, sembra più la lama di un pelapatate (grazie a Giovanni N. per questa arguta osservazione). Si trova al 99esimo piano e da qui si gode di una vista a 360 su tutta l’area urbana, una distesa enorme di casette basse che perde i suoi contorni a favore del deserto.

LandscapeIn generale, si tratta di una citta’ abbastanza pulita, trafficata ma non troppo, disordinata come si confa’ a questo spicchio di mondo ma nel complesso vivibile. E’ probabile che nei prossimi anni il panorama turistico di Riyadh si amplierà grazie ad un paio di progetti in corso, tra cui una valle ribassata che e’ in corso di sistemazione e di arricchimento con edifici in apprezzabile stile arabo, che vede anche la presenza di diverse dighe, per quella pioggia che cade con poca frequenza ma con alta intesita’.

ValleyCome probabilmente si percepisce dalle mie entusiastiche parole su Riyadh non ho trovato grandi attrattive in questa capitale un po’ spoglia, un po’ poco turistica, un po’ sulle sue. Un aspetto interessante riguardo la scarsa vocazione turistica della citta’ (ma anche un po’ della sua anima conservatrice) e’ legata al museo storico che, a dire della nostra guida, sarebbe il migliore del Medio Oriente, curato ed interessante. Non siamo riusciti ad andare a visitarlo perché prevede orari scaglionati per categorie: uomini, donne, scolaresche, famiglie. E nei nostri giorni di visita le famiglie (ovvero sessi diversi ma legame famigliare) non avevano chances di entrare: peccato.

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